Aprire a prestazioni non urgenti il Tatarella. Se n’è accorto anche il Pd

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Dopo aver difeso per settimane le politiche sanitarie dell’Asl Foggia, ma soprattutto le scelte, un redivivo Pd evidenzia la necessità di ripristinare le prestazioni sanitarie non urgenti presso il Tatarella di Cerignola. Appurato, oramai oltre un mese fa, che l’ospedale di Cerignola non avrebbe trattato più pazienti Covid (fatto avvenuto in prima battuta, ndr), l’ex-assessore alla sanità Elena Gentile aveva evidenziato la necessità di rispondere alla domanda di cura dei territori. Una necessità che nella giornata di ieri è stata posta in luce anche dall’ex-Sindaco Franco Metta.

La Gentile aveva criticato ampiamente le scelte dell’Asl Foggia, una governance, quella in capo al Dg Vito Piazzolla, mal declinata sulle reali esigenze dei cittadini, che, nonostante il Covid, continuano ad ammalarsi e ad aver bisogno di cure all’interno dei nosocomi territoriali. Nella giornata di ieri Metta ha evidenziato come il personale sia di fatto impossibilitato ad operare – in virtù di quanto prescritto dall’Asl – mentre i cittadini hanno la necessità di accedere ai servizi che l’Ospedale potrebbe offrire.

Nella giornata di oggi anche il Partito Democratico a ruota interviene: «è fondamentale garantire le attività di diagnostica e di prevenzione per tutti i soggetti con patologie croniche che, in questi due mesi, non hanno potuto effettuare le necessarie cure a causa del lockdown» hanno detto da via Mameli. «Da rilevazioni compiute – dicono dal Pd -, esistono le condizioni di sicurezza che consentono la possibile riapertura del Presidio Ospedaliero G. Tatarella alle prestazioni non urgenti già da lunedì 25 maggio, fermi restando l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale per tutti gli operatori sanitari e il pieno rispetto della normativa nazionale in merito al distanziamento sociale. Il Partito Democratico di Cerignola ha rivolto un pressante appello al Direttore Generale della ASL di Foggia, il dottor Vito Piazzolla, affinché il personale sanitario tutto, a cominciare da quello in servizio nei reparti più a rischio, venga sottoposto a test diagnostici e/o tampone nasofaringeo».