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    Palazzo Fornari, revocata la concessione all’associazione “Fosse Granarie”

    Alla base della decisione la mancata osservanza dei criteri di equità e vantaggio per il Comune

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    La Commissione Straordinaria, con la delibera n.106 del 27/05/2020, ha deciso per la revoca della gestione del piano terra di Palazzo Fornari all’Associazione Fosse Granarie. Un nuovo tassello si inserisce nella complessa e travagliata vicenda che ormai da più di due anni coinvolge la struttura.

    Alla base della decisione vi è la constatazione da parte dei Commissari di una mancata osservanza dei “criteri di equità e vantaggiosità per l’Ente”. Come si legge nel documento: «tali criteri non appaiono applicati nella precedente gestione, caratterizzata dal riconoscimento al concessionario della facoltà d’uso gratuito della struttura a fronte di una gestione che era sostanzialmente indirizzata anche al perseguimento di uno scopo di lucro attraverso la conduzione del pubblico esercizio ivi presente ed il pagamento, da parte degli utenti, di una tariffa per la fruizione dei servizi erogati». In sostanza, il Comune non traeva giovamento dall’attuale gestione.

    Sempre la Commissione rileva alcune incongruenze riguardanti la gestione della sala convegni di Palazzo Fornari: «l’uso della sala convegni, posta peraltro al primo piano e quindi in uno spazio estraneo alla concessione in uso, risulta assegnato all’Associazione Fosse Granarie con un provvedimento del sindaco […] che aumentava la tariffa per il suo utilizzo a euro 150/200 giornalieri laddove una delibera di GM n. 345 del 13.12.2017 fissava tale tariffa in euro 50».

    Contestualmente alla revoca, la Commissione ha dato indirizzo per «avviare una gara per la concessione dei servizi connessi all’intero Palazzo Fornari che si svolga nel pieno rispetto dei principi di legge e delle prescrizioni imposte dal Regolamento comunale per la concessione dei beni immobili comunali in ordine alla onerosità della concessione e ai criteri di calcolo del canone concessorio».

    Da segnalare come, nelle stesse ore in cui prendeva il via la procedura amministrativa, l’ex- Sindaco Franco Metta lanciava un (falso) allarme denunciando intromissioni illecite nella struttura «di cui nulla sa l’Associazione Fosse Granarie, affidataria tutt’ora dell’immobile». Di fatto un nuovo pezzo del puzzle realizzato in questi anni da Metta viene rimosso dallo Stato.