More

    HomeNotizieCronacaAncora un’aggressione al “Tatarella”: botte e minacce a una guardia giurata

    Ancora un’aggressione al “Tatarella”: botte e minacce a una guardia giurata

    Pubblicato il

    Brutale aggressione ai danni di una guardia giurata al “Tatarella” di Cerignola. Il fatto è accaduto la mattina dello scorso 12 agosto, quando un gruppo di persone si è accanito contro un vigilante della Cosmopol, in servizio presso il nosocomio del centro ofantino.

    Ad incendiare gli animi sarebbe stata la richiesta, respinta, di entrare negli ambulatori in un numero superiore a quello consentito. Da qui le violenti percosse e le minacce di morte ai danni del vigilantes, il quale ha raccontato la sua disavventura sulle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno: “È accaduto tutto improvvisamente, dopo l’accesso di un paziente in pronto soccorso, quando circa una decina di persone, parenti e conoscenti dello stesso, si scagliano su di me, offendendo, minacciando di morte me e il personale medico, con la pretesa di accedere nelle medicherie dove il paziente era in visita. Hanno cominciato a spintonarmi, percuotendomi sul petto e prendendomi a calci. Sono riuscito subito a rifugiarmi e mettere in sicurezza il personale sanitario in servizio. La situazione è stata sedata grazie all’intervento della polizia”. Per l’agente la prognosi è di dieci giorni.

    Non è la prima volta che episodi del genere accadono all’ospedale di Via Trinitapoli. Da anni ormai medici, infermieri e personale della sicurezza sono vittime di aggressioni e minacce, nonostante gli sforzi delle Forze dell’ordine volti a presidiare il pronto soccorso. Ancora una volta il personale del Tatarella chiede di essere tutelato: “Questa situazione è insostenibile – dice la vittima dell’aggressione alla Gazzetta -. Noi cerchiamo di lavorare con diligenza e professionalità ma evidentemente non basta, visto che la prepotenza e l’arroganza prevalgono costantemente. Non basta la situazione di emergenza epidemiologica in cui ci troviamo, ma siamo costretti a vivere con la paura delle reazioni violente di chi arriva in pronto soccorso. Siamo stanchi e chiediamo un minimo di tutela per poter lavorare dignitosamente e in sicurezza”.