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    Attesa la decisione sull’incandidabilità dell’ex-Sindaco Metta

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    E’ attesa nei prossimi giorni la decisione del Tribunale civile di Foggia a proposito della incandidabilità dell’ex sindaco di Cerignola Franco Metta richiesta dal ministero degli Interni, dopo lo scioglimento dell’autunno scorso del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. Con Metta è coinvolto per il momento anche l’ex assessore ai lavori pubblici, Tommaso Bufano. Dopo l’ultima udienza, udite le parti, il collegio della prima sezione del Tribunale civile di Foggia si è riservato del tempo per ulteriori valutazioni: quando i giudici saranno pronti a decidere potranno pronunciarsi sulla incandidabilità oppure per il rinvio del giudizio.

    Oggetto dell’eventuale giudizio a questo punto, sono i provvedimenti emessi dall’Avvocatura di Stato in seguito allo scioglimento del consiglio comunale di Cerignola, dunque le due incandidabilità. Nei giorni scorsi era circolata l’indiscrezione che i numeri sarebbero potuti essere altri (oltre all’ex-sindaco sette gli impresentabili, ndr). E non è escluso che l’avvocatura dello Stato possa notificare a breve altri provvedimenti per incandidabilità.

    Nel corso dell’udienza in Tribunale a Foggia l’ex sindaco Franco Metta ha rimarcato a più riprese la tesi del complotto nei suoi confronti e di Tommaso Bufano, interessato da un procedimento di natura penale, come egli stesso annunciò a margine delle sue dimissioni lo scorso gennaio, che non ha invece preso parte all’udienza. I giudici potrebbero optare per una pronuncia già in questi giorni oppure rimandare tutto dopo il 20 luglio, e attendere quindi l’udienza al Tar che si esprimerà sulla legittimità del decreto di scioglimento del consiglio comunale impugnato da Metta. Potrebbero dunque allungarsi fortemente i tempi per ottenere la parola definitiva dei giudici, sia in un caso che nell’altro, visto che anche lo stesso ricorso al Tar ha conosciuto un ulteriore rinvio per permettere al Ministero degli Interni di fornire la documentazione priva degli omissis.

    Per tornare all’elenco dei potenziali incandidabili, i nomi delle possibili persone interessate, anche da eventuali indagini di natura penale, sarebbero da ricercare dentro la relazione del Prefetto. Proprio su tali indagini vige il riserbo più assoluto, anche se tra gli addetti ai lavori la cosa non è proprio sconosciuta. E’ più che ovvio l’avvio di indagini post scioglimento per mafia: di natura penale da un lato e sul fronte economico per la Corte dei Conti.

    La Gazzetta del Mezzogiorno