More

    HomeNotizieAttualitàCovid-19, preoccupa la situazione di Cerignola. Sarebbero 35 i casi accertati

    Covid-19, preoccupa la situazione di Cerignola. Sarebbero 35 i casi accertati

    Pubblicato il

    Ancora numeri alti su Cerignola per il Coronavirus. Sono circa 35 i casi di positività mentre si lavora incessantemente per porre argine alla catena di contagio. Isolamento e controllo dell’Asl ma anche tamponi e ricostruzione delle catene di contagio.

    Il rischio da scongiurare è che il numero possa aumentare nelle prossime ore, nelle quali si attendono gli esiti dei nuovi tamponi effettuati. Situazione sotto controllo da parte dell’Azienda Sanitaria ma anche occhio vigile di Prefettura e regione: gli enti sarebbero pronti a misure restrittive se la diffusione non subisse un rapido stop.

    Degli oltre trenta casi accertati a Cerignola solo due sono i pazienti ricoverati presso il reparto di malattie infettive del Policlinico Riuniti di Foggia, gli altri sono pazienti monitorati a domicilio. Si tratta di casi collegati a due focolai e uno dei quali legato alla festa dei 18 anni. La gran parte dei pazienti è asintomatico. Si sarebbe risaliti anche all’eventuale paziente 0, un parente giunto da Milano proprio per partecipare a dei festeggiamenti. L’Asl Foggia sarebbe in attesa del risultato del tampone da parte dell’azienda sanitaria di Milano alla quale il dipartimento di prevenzione avrebbe segnalato il caso sospetto.

    L’incontro in Prefettura è stato utile per individuare nuove strategie per contenere il contagio in questo particolare momento. Intanto anche Michele Emiliano ha incontrato in mattinata tutti i prefetti della Puglia per affrontare la nuova emergenza e chiedere di intensificare i controlli. Nessuna chiusura dei confini della Puglia, dunque. Tuttavia l’attenzione rimane alta e si annunciano misure importanti se la curva regionale dovesse subire ulteriori aumenti.

    1 COMMENT

    1. Mi è dispiaciuto incontrare persone che indossano la mascherina, ma posizionata sotto al mento o col naso scoperto nonostante la nuova ordinanza… Vorrei condividere il mio rammarico di medico che ha vissuto l’emergenza della pandemia, che ha condiviso con i familiari dei pazienti l’angoscia di chi non ha potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari deceduti…. Purtroppo chi non ha vissuto in prima linea l’emergenza pecca di superficialità e di irresponsabilità. I giovani hanno davanti a sé tutta la vita per divertirsi… Un’estate di piccoli sacrifici non è nulla rispetto ad una nuova ondata e alla crisi economica conseguente.

    Comments are closed.