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    Covid e ristorazione, Didonna: «Non abbiamo subito riaperto, ci siamo reinventati»

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    Sofferenza conclamata quella del comparto ristorazione, che nonostante la riapertura vede e vedrà ridursi sensibilmente gli introiti a fronte di costi pressoché invariati. «Gran parte dei piccoli ristoranti di qualità disseminati in tutti i centri storici d’Italia da nord a sud rischiano la chiusura. Bisogna reinventarsi, cercare di organizzarsi attraverso strategie che possono in qualche maniera supportare l’azienda di ristorazione. Io personalmente l’ho fatto ideando tre nuove linee, riconvertendo la mia attività».

    Così Rosario Didonna, ristoratore di Cerignola, molto conosciuto anche fuori dai confini cittadini per le sue numerose partecipazioni a programmi televisivi, commenta il momento di crisi e racconta la sua personale esperienza. «Ritengo che adesso sia prematuro riaprire – dice senza mezzi termini -. Andare al ristorante è un piacere e a mio giudizio il piacere viene meno se bisogna vivere non una serata di piacere ma di tensione, con la paura, il timore che qualcuno possa passarti alle spalle e contagiarti. Credo sia prematuro riaprire e saggio aspettare che ci siano sviluppi concreti».

    Ovviamente Didonna non aspetta la provvidenza per ripartire. «Ci siamo attrezzati e al momento il ristorante e tutti i collaboratori stanno lavorando ad una nuova esperienza: tre linee di prodotto. Ci siamo attrezzati per vendere la pasta fatta a mano che noi produciamo normalmente per la nostra cucina. Stiamo lanciando un nuovo brand “bellocarico”, ossia 15 diversi panini che appunto, come dice il nome, sono belli carichi, con abbinamenti sfiziosi e prodotti di altissima qualità che offriremo non solo alla nostra abituale clientela ma anche attraverso i canali di delivery. Un’esperienza che ci porterà ad ampliare il raggio d’azione, entro la fine di giugno partendo da Milano con una serie di punti vendita. Terzo ramo di intervento è una linea di prodotti cotti a bassa temperatura (CBT). Cibi genuini, ricette da ristorante disponibili anche in gastronomia e attraverso il delivery».

    Panino “Bello Carico”

    Il ristoratore cerignolano, da anni nel settore scouting di Foodscovery e socio fondatore degli Ambasciatori del Gusto fa il punto anche sul momento a livello nazionale. «Con Adg stiamo chiedendo al governo di ascoltarci per riuscire a sedere nei tavoli tecnici, nella speranza di fare capire per bene come funziona un’azienda di ristorazione, quali sono i flussi e quali sono le limitazioni reali che queste norme hanno imposto. Dunque manifestare completamente le difficoltà del comparto. Il problema di fondo è che i ristoranti ad oggi dimezzano il numero di coperti ma i costi rimangono tal quali e quando parliamo di delivery, da Roma in giù e nelle piccole città questo non è la soluzione al problema. Perché se sei bravo con il delivery copri il 10% del fatturato».

    Di fatto l’esperienza di Didonna dimostra come probabilmente sia necessario non perdersi d’animo ed avere la forza di ripartire. Uno spirito positivo pare essere la ricetta migliore al momento e Rosario non manca di ricordarlo: «dico a tutti i miei colleghi non perdiamoci d’animo, siamo persone concrete che risolvono problemi quotidiani, sempre pronti a rimetterci in gioco. L’augurio che faccio a tutti è questo: vorrei presto tornare a bere un buon bicchiere di vino in compagnia dei miei amici, dei miei affetti. Insomma un po’ di normalità, sperando che questo virus tremendo passa lasciarci in pace».

    tratto da
    La Gazzetta del Mezzogiorno