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    Gambling: quanto ha perso il settore del gioco durante il periodo di lockdown?

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    Ed Birkin, consulente senior di H2 Gambling Capitale, società di analisi dei dati specializzata nel mondo del gambling, ha utilizzato dei numeri per spiegare in che modo l’emergenza economica da Covid 19 ha influenzato il mercato del gioco. Dunque, cosa dicono tali numeri? Quanto ha perso il Gambling durante il periodo di lockdown? Meno 15% su base annua rispetto al 2019, vale a dire 60 miliardi di dollari di vincite lorde, per quanto riguarda le scommesse, per il 2020. Se si considera però l’inizio dell’anno, quando si puntava a raggiungere i circa 75 miliardi di dollari, il segno meno sarebbe di oltre il 20%. Ovviamente i motivi sono, come spiegato dagli analisti di Giochi di Slots, rintracciabili nella sospensione di eventi sportivi e nella chiusura fisica di centri scommesse.

    Il discorso è differente per quanto riguarda le scommesse online, dove si è comunque registrato un calo, ma del 10% rispetto al 30% di quelle terrestri. All’interno delle scommesse poi Ed Birkin differenzia tra quelle sportive in senso generale e quelle ippiche, che spesso sono continuate anche durante il blocco, sebbene a porte chiuse, facendo così registrare appena il 4% di calo rispetto alle previsioni iniziali (contro il -16% di quelle sportive). Eppure prima della pandemia, il mercato delle scommesse sportive nel 2019 aveva registrato una raccolta lorda di oltre 70 miliardi di dollari, con le scommesse sportive pure, quindi senza le corse di cani e cavalli, che rappresentavano la fetta più cospicua del mercato: 55%, ovvero 40 miliardi di dollari.

    Con l’avvento improvviso e drammatico della crisi economica indotta dal blocco delle attività – resosi necessario per fronteggiare l’epidemia di Covid-19 – l’esposizione al rischio di gioco d’azzardo, capillarmente diffuso, può comportare nuovi effetti di esclusione sociale di portata incalcolabile e comunque molto drammatici. Il sentire collettivo, nel continuo alternarsi di paura e di attese, combinate con il silenzio, nel rallentare dei movimenti, nel divenire sfocato delle incombenze, dunque di preoccupazioni “secondarie”, ha reso trascurabile anche la spinta a scommettere soldi. Ad ogni modo, I dati raccolti dall’Istituto Superiore di sanità, con un’indagine realizzata online ad aprile su un campione di circa 6 mila persone, hanno ovviamente mostrato come sia crollato il gioco dal vivo, dal momento che il lockdown ostacolava l’accesso fisico a questi luoghi. La percentuale di chi dichiarava di praticare solo gioco ‘terrestre’ è crollata dal 6,4% all’1,7%: parallelamente è cresciuto il gioco online. Gli operatori delle sale gioco virtuali hanno visto il proprio volume d’affari incrementare esponenzialmente, come non accadeva da anni.

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