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    La testimonianza di un operatore del 118: «Restate a casa, quando ci chiamate non mentite sui sintomi perché ne va della salute di tutti»

    «La gente non comprende la gravità della situazione, grazie a chi ci sta aiutando. Non siamo eroi ma umani come tutti: non possiamo più commettere errori. Aiutateci ad aiutarvi»

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    Riceviamo e pubblichiamo una accorata testimonianza di uno degli operatori della postazione 118 di Cerignola, impegnato ormai da settimane in prima linea per l’emergenza Covid-19: l’infermiere racconta la vita dei suoi colleghi in questo periodo, ma soprattutto raccomanda a tutti i concittadini di rispettare le regole stabilite e, altro particolare importante, di non mentire sui sintomi che si accusano nella chiamata per non vanificare lavoro e sacrifici di questi ultimi tempi. Di seguito il testo completo.

    Mi chiamo Antonio Tampone, sono un infermiere lavoro sulle ambulanze del 118 ormai da anni, ne abbiamo viste tante di situazioni tragiche e drammatiche, ma ciò che si sta affrontando con l’avvento del CoVid-19 è qualcosa da far venire i brividi. Attualmente i casi stanno aumentando, stiamo andando incontro al picco dei casi che era stato previsto nelle prossime settimane. Ahimè aumenterà sicuramente, in quanto, nonostante le restrizioni e i divieti imposti dallo Stato, molta gente continua ad andarsene in giro a passeggio come se nulla fosse, credendosi immuni (?) o addirittura furbi da poter aggirare lo Stato o il virus stesso! E’ mai possibile che tutta questa gente che esce fuori di casa, esce perché ha uno stato VERO di necessità? I numeri parlano chiaro: ci sono circa 240.000 casi di contagio da CoVid-19 nel mondo e circa 40.000 di questi sono presenti in Italia! Quasi un quinto della popolazione mondiale colpita dal CoVid-19 si trova in Italia, per non parlare del numero di vittime che hanno superato già quelle che ci sono state in Cina. Questa premessa per dirvi del grande disagio in cui la sanità italiana si sta trovando in questo storico momento: stanno iniziando a scarseggiare i kit dei dispositivi di protezione individuale (DPI) anti CoVid-19 per tutti gli operatori sanitari e di conseguenza ci vengono forniti kit non idonei ad affrontare tutta questa pandemia, non ci vengono più forniti occhiali protettivi e mascherine FFP3, che sono fondamentali per la nostra protezione.

    Inoltre la gente continua a non comprendere la gravità della situazione e quando chiama il 118 oppure i medici di famiglia o di guardia, mente sui propri sintomi, e ciò significa che nel momento in cui arriviamo sul luogo dell’intervento rischiamo di essere contagiati anche noi perché non abbiamo utilizzato il kit di protezione, oppure viceversa, dicono di avere dei sintomi che rispecchiano un sospetto caso di CoVid-19 ed invece è una grandissima bufala, e di conseguenza abbiamo vanificato a vuoto un kit che per noi e per la società è fondamentale! Questo loro mentire ha già causato contagi a medici, infermieri e soccorritori, dove alcuni ora sono in quarantena, con la speranza di non aver contagiato a loro volta qualche altro collega o qualche membro della propria famiglia, alcuni invece stanno già lottando la loro battaglia contro il virus. Prima o poi se verremo contagiati noi tutti, medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari, avremo delle grandissime difficoltà nel prestarvi aiuto, perché saremo tutti o quasi, ammalati. Anche noi avremmo preferito rimanere a casa con i nostri cari e dire loro che sta andando tutto bene, invece siamo stanchi e stressati perché affrontiamo turni strazianti da 12 ore e a volte anche più. Quando ci troviamo su interventi di sospetto CoVid-19 indossiamo la tuta di protezione la quale impedisce gesti semplici come bere un sorso d’acqua o andare in bagno anche per diverse ore di fila. A volte non riusciamo neanche a mangiare qualcosa in quanto siamo costantemente impegnati sugli innumerevoli eventi di soccorso. Fortunatamente, ci sono cittadini che, spinti dal senso di collaborazione e con la voglia di contribuire in qualche maniera a questo stato di emergenza territoriale, ci hanno omaggiato di pietanze, altri invece ci hanno donato alcuni dispositivi di protezione individuale. Sono dei piccoli gesti di gratitudine fatti soprattutto col cuore che ci spingono a dare sempre di più sul nostro lavoro. Sappiate che accettiamo qualunque vostra proposta di aiuto nei nostri confronti, perché tutto ciò che fate per noi, lo fate anche per voi, per tutto il resto del paese e per questo non smetteremo mai di ringraziarvi.

    Molto spesso veniamo definiti degli eroi a addirittura degli angeli. Invece no, non lo siamo, siamo umani come tutti quanti voi e come tali viviamo anche noi le nostre paure e le nostre debolezze. Certo, anche noi abbiamo paura, eccome se ne abbiamo! Immaginate in una famiglia dove ci sono dei bambini piccoli che non vedono l’ora che la mamma e/o il papà tornino a casa per poterli riabbracciare e giocare con loro, invece non possono, devono tenerli distanti per paura di poterli contagiare. Allora quando torniamo a casa ci chiediamo se durante il nostro turno di lavoro abbiamo eseguito passo dopo passo tutte le procedure corrette, come per esempio, di vestizione o svestizione. Con amore e dedizione per il nostro lavoro siamo sempre lì pronti ad aiutare il prossimo che ha bisogno e che in questo momento ha paura più di noi, ragion per cui, a nome di tutta la Postazione 118 di Cerignola e di tutti i colleghi che stanno vivendo in prima linea l’emergenza CoVid-19, vi chiediamo con il cuore in mano di rispettare queste semplicissime regole: RIMANETE A CASA E SOPRATTUTTO NON MENTITE SUI SINTOMI CHE ACCUSATE, non possiamo più permetterci di commettere errori e/o sprecare risorse fondamentali purtroppo limitate. Per noi è di massima importanza sapere che rispettiate le regole, verremo sempre e comunque a soccorrervi, ma almeno verremo con i dispositivi di protezione individuale adeguati ad ogni occasione e solo cosi saremo sicuri che prima o poi andrà tutto bene.

    Antonio Tampone

    Infermiere

    Postazione Emergenza Territoriale 118 Cerignola

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