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    La “versione” di Metta sulla fine del basket a Cerignola

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    Dopo la notizia diffusa (da questo giornale, ndr) della “assenza” di Cerignola nel panorama regionale del Basket, l’ex-Sindaco Franco Metta ha descritto dal suo punto di vista quanto accaduto. Al Basket Club Cerignola è stata revocata l’affiliazione per la prossima stagione, ma proprio sulle questioni sportive pendeva e pende un’indagine della Procura della Repubblica di Foggia che vede tra gli indagati il Sindaco di Cerignola, per il quale si ipotizza il reato di concussione.

    Metta«I miei sponsor – racconta Metta – furono convocati dalla Procura della Repubblica di Foggia e trovarono in una stanza tre pubblici ministeri e diversi ufficiali e sottufficiali tra Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia. Tutti attorno ad un unico cittadino colpevole di aver sponsorizzato la società di basket presieduta dal criminale di guerra Franco Metta». Questo dopo che «erano già stati controllati i conti correnti miei personali e della società e di tutti i miei parenti, già verificati i documenti fiscali dei quali risultava come erano stati spesi i soldi, ma questo interessò poco i signori inquirenti». Secondo Metta si è cercato in tale indagine il pretesto per un’accusa. «Le domande a questi signori erano di questo tipo “hai dato i soldi al sindaco”, “sei stato minacciato dal sindaco”, “sei stato obbligato dal sindaco”. Per mia pura fortuna, oltre che per rispetto della verità, nessuno di questi signori, che ringrazio, si fece in qualche modo imbarazzare da queste domande. Sarebbe bastato che uno di questi avesse ceduto perché chi vi parla una bella mattina sarebbe finito in manette. Questo non è successo».

    Rispetto alla stretta questione sportiva invece l’ex-primo cittadino dice: «ho retto fino a quando ho potuto, ho fatto sacrifici personali anche pesanti, ma poi ho deciso di non correre ulteriori rischi non tanto per me ma anzitutto non mi sono permesso di esporre amici che avessero dato un contributo alla mia squadra a questo ulteriore rischio. Non posso poi esporre a questo rischio le persone che vivono a fianco a me, che mi amano e io amo. Non posso esporli al rischio che per una mezza parola che tradisca la verità qualcuno possa venire a violare il mio domicilio, la mia intimità oltre che ovviamente il mio onore e la mia rispettabilità». Per tutto questo «non mi sono sentito di affrontare un lungo periodo gli ulteriori tensioni e persecuzioni. A quel punto ho preferito rinunciare, mi è costato molto, ne soffro tantissimo».

    Si chiude così – per ora – l’esperienza di Franco Metta nel basket: una retrocessione e cancellazione di una squadra come l’Udas con 60anni di storia, un campionato di serie D vinto col Basket Club e una C Silver interrotta dalla pandemia. Trasversalmente un’indagine lunga più di 18 mesi della quale presto si conosceranno le risultanze.