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    Sindacato medico CIMO: «No a chiusura temporanea di reparti a Cerignola. Asl revochi come a San Severo»

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    Se la politica nicchia di fronte alle scelte organizzative del direttore generale dell’ASL Foggia Vito Piazzolla, i medici la pensano totalmente all’opposto. C’è anche il sindacato dei medici CIMO, che, con il suo referente provinciale, l’ex-direttore sanitario del Tatarella Rocco Dalessandro, chiede all’ASL Foggia che avvenga la revoca scritta degli accorpamenti, così come successo a San Severo. Questo perché esiste tuttora di fatto una disposizione di servizio che rimane efficace fin quando non viene revocata. Il resto sono parole, “sguardi”, rassicurazioni telefoniche, come quelle offerte al locale circolo del Partito Democratico.

    «L’utenza del territorio afferente al P.O. di Cerignola, con un bacino di circa centomila abitanti, già duramente provati dalla pandemia da “coronavirus”, con la provincia di Foggia al primo posto percentualmente per contagiati e deceduti, subisce un ulteriore durissimo colpo, con innumerevoli disagi alla popolazione ed agli operatori sanitari per la chiusura, seppur temporanea delle U.O. di CHIRURGIA GENERALE ed ORTOPEDIA», commenta il dott. Rocco Dalessandro, segretario aziendale ASL FG della CIMO, il sindacato dei medici.

    «La portata di tale provvedimento – continua Dalessandro – seppur concettualmente condivisibile, sottopone gli utenti a “viaggi della speranza”, con enormi difficoltà pressoché insormontabili per le prestazioni ordinarie. La gestione delle urgenze, spesso indifferibili pena la vita del paziente, con responsabilità medico legali che coinvolgono direttamente gli operatori medici (emorragie, fratture esposte, ecc…) ricade pesantemente sulla dirigenza medica già provata da questa terribile pandemia, che non ha precedenti negli ultimi cento anni, del tutto impreparata e con mezzi di protezione totalmente inadeguati».

    «Abbiamo preso atto, e con favore, grazie all’intervento autorevole del Sindaco di San Severo Francesco Miglio, della revoca parziale della disposizione di cui all’oggetto, relativa al Presidio Ospedaliero di S. Severo. Si chiede, pertanto, che in analogia a quanto disposto per l’ospedale di San Severo si voglia procedere alla revoca della chiusura delle U.O. di CHIRURGIA GENERALE ed ORTOPEDIA del P.O. di Cerignola. Si segnala inoltre – conclude il rappresentante sindacale dei medici – per gli opportuni provvedimenti, che si richiedono AD HORAS, la gravissima situazione riguardante il PRONTO SOCCORSO del P.O. di Cerignola. Il personale medico, provato ed INSUFFICIENTE, è stremato ed al collasso. Confidiamo in risposte immediate».

    L’ASSURDO Tanto i medici quanto alcuni ex-amministratori – come l’ex-assessore regionale alla Sanità Elena Gentile – hanno fortemente criticato dunque le scelte della Direzione Generale dell’ASL Foggia, secondo entrambi monche di strategia. Per qualche posto Covid-19 al Tatarella – quando su Foggia ce ne sarebbero in sufficienza tra Policlinico e D’Avanzo – si creano possibili cluster di contagio, a Cerignola, come in tanti altri presidi della provincia. In più lo si fa senza personale dedicato. Questo in attesa che non sia troppo tardi per rivedere scelte e strategie.