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    Dal caffè fino alla PlayStation 5, il mercato delle materie prime in grande difficoltà

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    Con il fiato corto. Così si potrebbe riassumere l’attuale situazione dell’economia mondiale, come è stato suggerito da un titolone proposto nel corso delle ultime ore da parte di Bloomberg. Una dicitura che, però, può tornare decisamente utile per comprendere quello che sta accadendo sul pianeta attualmente, con un netto incremento della domanda da parte delle aziende, che sta portando nel baratro un po’ tutte le catene di approvvigionamento complessive. Poco più di dodici mesi or sono, la pandemia stava avendo un effetto devastante sulle economie dei vari Paesi in tutto il mondo e i consumatori spesso e volentieri sono finiti per comprare solo ed esclusivamente spinti dalla preoccupazione e dalla paura che potesse emergere una futura carestia. Al giorno d’oggi, invece, proprio nel bel mezzo della progressiva buona riuscita del piano vaccinale in un gran numero di nazioni, si può notare come siano le aziende che tentano, invece, di fare scorte di materie prime.

    La carenza di materie prime

    Sia le aziende che realizzano materassi che quelle che producono auto piuttosto che quelle che hanno a che fare con i fogli di alluminio, stanno mettendo in atto una tendenza piuttosto facile da evidenziare. Ovvero, si stanno “mettendo in tasca” molte più materie prime di quello che sarebbe il reale fabbisogno. L’obiettivo è chiaro in testa ed è quello di riuscire a sopportare l’aumento vorticoso che sta caratterizzando la domanda di merci. Il problema è che proprio tutta questa frenesia, insieme ovviamente ad altri aspetti che hanno un legame, come ad esempio il blocco che ha avuto ad oggetto il Canale di Suez, sta stimolando sempre di più il settore delle materie prime in una situazione di estrema confusione. Il problema è che tra materie prime che continuano a scarseggiare, una logistica che si deve arrangiare come può e i rincari di prezzi, c’è il serio rischio che un’economica complessiva così eccessivamente oberata, possa portare ad una rapida crescita dell’inflazione.

    Le materie prime che stanno rischiando di più

    Diamo un’occhiata alle materie prime che sembrano soffrire maggiormente questa situazione. Certo, in fondo la risposta corretta dovrebbe essere quella di “quasi tutte”, a partire dall’acciaio fino ad arrivare al rame e al ferro, passando inevitabilmente anche per caffè, soia, frumento e mais, senza dimenticare plastica, legname, cartone per imballaggi e così via. Ad esempio, non deve affatto stupire come il CFO di Sony, Hiroki Totokim, a riguardo della console di nuova generazione PlayStation 5, l’ultima lanciata sul mercato in due versioni differenti, si deve registrare una notevole scarsità sia di semiconduttori che di tante altre componenti. In effetti, tanti addetti ai lavori si chiedevano il motivo per cui, nonostante il successo ottenuto sul mercato, il colosso asiatico non decidesse di incrementare la produzione. La risposta è tutta nella crisi che sta colpendo il settore delle materie prime. Un’altra materia prima che sta attraversando una fase di grande sofferenza è sicuramente la carta igienica. Anche se potrebbe apparire una situazione decisamente assurda, in realtà questo settore è davvero in ginocchio, come è stato messo in evidenza più volte da parte della Suzano SA, ovvero il più importante produttore di pasta di legno in tutto il mondo. Ebbene, il colosso in questione ha comunicato come le difficoltà logistiche che sono strettamente legate alla crisi che sta colpendo le materie prime, potrebbe ben presto portare a problematiche di approvvigionamento. Anche il caffè, quasi in maniera sorprendente, sta risentendo della situazione. Un’industria che è in sofferenza per colpa dell’incremento della domanda, ma anche per via del fatto che i raccolti tendono a essere piuttosto scarsi, tra incertezza e una situazione politica che, in Colombia, è sempre sul filo di un rasoio.

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