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    E’ scomparso il poeta dialettale Rocco Nardiello

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    Pubblichiamo di seguito una nota giunta da Nicola Pergola, autore e storico cerignolano, sulla scomparsa di Rocco Nardiello: un cantore della “cerignolanità”, dedicatosi nella sua vita alla poesia in vernacolo locale.

    Un altro cantore della “cerignolanità”, Rocco Nardiello, è venuto oggi a mancare. Viveva a Trani da 45 anni, ma nel suo cuore c’era sempre Cerignola con il suo dialetto, le sue tradizioni, i personaggi più o meno importanti che alimentano l’immaginario collettivo, che Rocco riversava nelle sue creazioni letterarie. Quasi cinquant’anni fa esordiva in pubblico – ai convegni settembrini dell’Associazione Daunia Sud, in piazza Matteotti – con componimenti in vernacolo che non sono solo opera di fantasia ma vera e propria storia cittadina, affreschi di vita sociale, meticolosa ricostruzione di luoghi e consuetudini: come nelle notissime poesie Matrimonio alla cerignolana, Il I Maggio, La Madonna va al santuario. Con una grande attenzione alla struttura complessiva e alla rima, ma soprattutto con una ricercatezza nell’uso del dialetto che privilegia locuzioni e termini totalmente desueti che Rocco si sforzava di salvare dall’oblio. Alcune poesie sono presenti negli atti dei convegni “Cerignola antica” dell’Associazione Daunia Sud; mentre una corposa raccolta di quasi-proverbi – che Rocco intitolava Muttett e scambulett – non ha potuto ancora vedere la luce.

    È uscito invece a dicembre – curato da Nicola Pergola – il volume Raciuppann che raccoglie 80 poesie. L’esordio è una lancia spezzata in favore del dialetto; poi il racconto dei pellegrinaggi con i carretti, le proteste per la vaccinazione contro la poliomielite, le consuetudini del 2 Novembre, i luoghi scomparsi come il ponte del “Padreterno”, il menù di un noto ristoratore, l’arrivo dei “ciao né”, episodi della guerra e del fascismo. Per finire con temi quali la burocrazia, la scuola, l’ecologia, i partiti politici, l’immigrazione, l’attuale pandemia. E una profetica poesia sul cuore, causa della dipartita di Rocco, che si chiude così:

    S’appicc preijm d nasc,

    s stout ind’a la casc

    e t’avveijs k’i foum’lizz

    si t’arreijv nu cakizz.

    Grazie, Rocco, per tutto quello che ci hai dato. Ci mancherai, davvero.