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    La Terravecchia si ripropone

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    Fra slogan e verità c’è un ritornello che caratterizza da un po’ di tempo le nostre campagne elettorali: l’idea di città. Ebbene, se c’è un argomento che ha accomunato i vari schieramenti politici dell’ultimo trentennio è proprio quello riguardante l’immagine, la rappresentazione della Città in termini culturali, sociali, economici e soprattutto urbanistici per essere l’aspetto urbanistico l’elemento più inclusivo della trama comunitaria. Al riguardo, la questione della Terravecchia e del suo rapporto con il resto del paese è emblematica.

    Facciamo un passo indietro. Al posto prima occupato dall’Albergo Moderno era stata prevista una costruzione da destinare a case popolari, ma ci si accorse subito che lo spazio così ottenuto aveva si apriva alla Porta della Terra, che era l’accesso meridionale del borgo distrutto dal Terremoto del 1731. Riemergeva all’occhio l’originaria osmosi fra l’antico nucleo urbano e la città moderna.  Di qui le indecisioni, nonostante il possibile dirottamento di fondi e di progetto edilizio in altra parte della città, compresi i tanti suoli “relitto” – tuttora disponibili –  del PRU di Torricelli.

    Lo spiazzo così ricavato potrebbe ricucire il vecchio con il nuovo tessuto urbano non solo per ragioni storiche e paesaggistiche, ma pure commerciali e turistiche, considerate le sue fattezze architettoniche e la varietà dell’insediamento abitativo. Ricorre un altro elemento favorevole ad una decisione così importante, e risiede nella continuità amministrativa che da tempo la sorregge. Va ricordato, infatti, che fra le pochissime delibere approvate all’unanimità negli ultimi lustri dal Consiglio Comunale di Cerignola vi è quella sulla valorizzazione della Terravecchia, cui fanno fatto seguito di recente le iniziative scolastiche di Alternanza di Scuola&Lavoro, prima del Liceo Artistico “S. Cuore” con il profilo professionale per l’Arredo Urbano, e poi dell’Istituto Economico ”Alighieri” con quello di Tourist Manager. Una Conferenza cittadina indetta per raccogliere proposte, idee per ridare senso e significato a quel luogo simbolico sarebbe auspicabile, anche per rinvigorire partecipazione e democrazia comunale.

    Domenico Carbone