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    Sgarro: “Voterò Bonito. Non chiediamo poltrone”. Sarà appoggio e non apparentamento

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    «Abbiamo lavorato con entusiasmo e il risultato ottenuto ne è la conferma – ha detto Tommaso Sgarro dal palco del Cine Teatro Roma -. Non si può però non ripartire da Antonio Gramsci. ‘Faccio politica perché odio gli indifferenti, sono cittadino e partigiano. Ecco perché odio gli indifferenti’ – la citazione -. Nel 2015 molti fecero gli indifferenti e a pagare non fu Tommaso Sgarro ma la città. Non è la guerra tra faide che può avere la meglio. Io la mia scelta l’ho fatta. Io al ballottaggio voterò Francesco Bonito. Vengo da una scuola politica in cui mi hanno insegnato che la responsabilità viene prima. Noi siamo geneticamente alternativi al mettismo. Oggi c’è una grande emergenza. Se il rischio è Metta non si può non votare Francesco Bonito».

    Sgarro non manca di far riferimenti più che espliciti al suo ex partito e ai suoi riferimenti politici. «Da quelle parti c’è molto da lavorare. Ci siamo candidati anche nell’idea che andavano lanciati dei segnali. Sia chiara una cosa. Il fatto che noi oggi facciamo una scelta di campo non vuol dire che non continueremo a perseguire civilmente e penalmente chi in questi mesi ha osato offendere questo gruppo. Non dimenticheremo. Perseguiremo mandanti ed esecutori. Perseguiremo coloro i quali hanno pensato di confondere la politica con la lotta nel fango».

    «A Bonito non abbiamo chiesto nulla, né posti né poltrone. Avremmo preferito che ci fosse un segnale preciso, che Bonito potesse essere padre nobile di un ricongiungimento del centrosinistra. Io ho messo a disposizione le mie dimissioni per il bene del centrosinistra, perché non ci si salva da soli. Molti remano contro l’unità del centrosinistra, anche chi improvvidamente l’ha fatta uscire prima di qualsiasi ragionamento. Molti remano contro una nuova narrazione. Ciò nonostante abbiamo garantito il nostro appoggio a partire da alcuni punti». Si tratta della presa di posizione chiara e netta rispetto al video di un suo candidato diventato virale, un impegno sulla Tari che va abbassata, una società pubblica sui rifiuti e un bilancio comunale pulito.

    «Stanno avvelenando anche la campagna per il ballottaggio. Noi non ci stiamo» afferma il professore. «Oggi l’apparentamento non è possibile perché alcuni fanno i conticini e pensano al proprio posto». Nei fatti proprio l’apparentamento tecnico avrebbe portato le liste di Sgarro in coalizione con quelle di Bonito, attivando così la redistribuzione dei seggi, in caso di vittoria, tra tutti i gruppi. Ipotesi, a quanto trapela, vista non di buon occhio dalle liste con meno voti, che si sarebbero ritrovate a perdere la propria rappresentanza (e dunque peso) nel futuro consiglio. «L’avversario non è semplice – ha detto concludendo Sgarro -. Noi assicureremo il nostro impegno. Ma il futuro e il risultato sono nelle tue mani Francesco. Hai tu la mano sul volume, che va alzato se vogliamo vincere».