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    20mila euro di biscotti: la Giunta Bonito revoca la costituzione di parte civile

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    La famosa questione dei “biscotti”, una scatola regalo con 20mila euro all’interno consegnata il 7 dicembre 2016 all’ora Sindaco di Cerignola Franco Metta che denunciò l’accaduto alle forze dell’Ordine, continua a tener banco. In data 21 dicembre 2021 l’attuale Giunta Comunale ha infatti deliberato l’annullamento della precedente Delibera n.66 del 19.3.19, quella in cui il Comune di Cerignola – nei fatti l’amministrazione Metta – dava mandato all’avvocato Francesco Santangelo per la costituzione di parte civile nel procedimento penale in oggetto.

    Per mesi i fatti occuparono le pagine di cronaca (non solo cittadina). Coinvolti gli imprenditori Rocco Bonassisa e Gerardo Biancofiore, il cui processo è ancora in corso. «Un giudizio, sempre rispettando il principio di garanzia della presunta innocenza fino a sentenza definitiva, nel quale, come è ovvio che sia in questi casi di plateale danno nei confronti di un’istituzione, il Comune di Cerignola si costituì parte civile. Ora – afferma l’ex assessore della giunta Metta, Carlo Dercole – la nuova amministrazione ha deciso di revocare quella costituzione. Senza avvertire il dovere di spiegare la decisione. Perchè? – si chiede Dercole -. Come mai una coalizione che ha fatto della legalità e della trasparenza il suo unico cavallo di battaglia in campagna elettorale rinuncia ad un dovere civico? Quali sono le ragioni per evitare, se Biancofiore dovesse essere condannato, che il comune possa essere risarcito? La legalità non è solo una dichiarazione – insiste l’ex amministratore – e non può essere relegata solo nei comizi. Va praticata sempre, anche quando ci sono in ballo relazioni personali e soprattutto in quelle familiari. Non è proprio morale affidare incarichi ad ex candidati in forma diretta o privilegiare parenti e affini. Mi piacerebbe conoscere l’opinione sulla mancata costituzione di parte civile dell’assessora Maria Di Bisceglia e soprattutto dell’assessora alla legalità Teresa Cicollela, che, mi auguro, possa combattere queste brutte prassi anche quando sono messe in campo all’interno dell’amministrazione di cui fa parte. La Legalità è un modo di essere, non un modo di dire», conclude Dercole.

    Negli atti l’annullamento della delibera 66 è motivato lungamente dall’attuale amministrazione. Innanzitutto si sottolinea il «rilevante impegno di spesa a carico dell’ente», ossia 8mila euro. Poi la illegittimità, in quanto «adottata in mancanza dei necessari presupposti e della dovuta motivazione». A seguire diversi riferimenti a giurisprudenza consolidata. Infine l’ultimo comma dell’art. 82 c.p.c. secondo cui «la revoca non preclude il successivo esercizio dell’azione in sede civile».

    1 COMMENT

    1. Tutto chiarissimo…………….Che schifo, spero cada presto questa amministrazione che in pochi mesi di operato è stata capace di palesare il loro vero interesse.

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