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    «Annullare o modificare l’ordinanza sindacale sui rifiuti del Comune di Cerignola»

    La richiesta di un gruppo di amministratori condominiali: «Non può esserci addebitata la funzione di controllo sulla correttezza dei conferimenti, l'atto viola anche questioni relative alla privacy»

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    Pubblichiamo di seguito e integralmente, un comunicato stampa firmato da un gruppo di amministratori condominiali della città di Cerignola. Nella nota si analizzano le disposizioni contenute nell’ordinanza del sindaco Bonito riguardo il conferimento e la raccolta del rifiuti, soffermandosi nello specifico sulle perplessità riguardanti le norme riferite ai condomini e sui vizi rintracciati nel corpo dell’atto amministrativo.
    Qualche giorno fa abbiamo appreso, come la gran parte dei cittadini cerignolani, via social dalla pagina Facebook del Primo Cittadino, l’emissione dell’ordinanza sindacale n. 33 del 19/07/2022 a firma del Sindaco di Cerignola, Dott. Francesco BONITO, ed avente ad oggetto “Disposizioni urgenti in materia di rifiuti al fine di migliorare la raccolta differenziata in tutto il territorio comunale e tutelare il decoro, l’igiene e la salute pubblica”. La predetta ordinanza ha previsto una rimodulazione dei termini e delle modalità di gestione dei rifiuti, ma soprattutto un pesante ed ingiustificato nuovo sistema sanzionatorio a carico dei trasgressori o presunti tali. Infatti, proprio quest’ultimo aspetto ha messo in allarme, non solo tutti i cittadini cerignolani, ma in particolar modo la nostra categoria, nella misura in cui è stato previsto, alla lettera sub. A), che: “nel caso in cui non sia possibile accertare la responsabilità del singolo utente la sanzione verrà irrogata al responsabile del condominio nella medesima misura indicata nel presente prospetto”, ovvero nella misura sanzionatoria, pur prevista dall’ordinanza sindacale, posta a carico dell’effettivo trasgressore, con evidente violazione del principio della responsabilità personale previsto dalla legge in tema di sanzioni amministrative.
    Insieme rappresentiamo la quasi totalità dei Condomini presenti sul territorio del Comune di Cerignola e, per l’effetto di ciò, le numerosissime ed univoche istanze di protesta, rispetto all’ordinanza sindacale in discussione, avanzate da migliaia di cittadini cerignolani. In alcun modo, in assenza di specifiche autorizzazioni, sempre se normativamente prevedibili, potrebbe essere addebitata l’attività di controllo del “rifiuto condominiale” a carico degli amministratori, in quanto la medesima attività dovrebbe essere esercitata da soggetti deputati a farlo secondo legge, in primo luogo gli agenti di Polizia Municipale o, alternativamente e/o contestualmente, gli operatori ecologici. Anche da questo fondamentale aspetto, ben si comprende come l’ordinanza sindacale in argomento sia chiaramente penalizzante nei nostri confronti, in quanto, per evitare la previsione sanzionatoria sancita dalla lett. sub A) del richiamato provvedimento, saremmo costretti ad esercitare un’attività di controllo e di verifica che non ci compete, oltre ad incorrere in violazioni della normativa sulla privacy, anche alla luce di quanto affermato sul punto dal Garante, il quale ha, addirittura, stabilito “che non è lecito imporre l’utilizzo di sacchetti trasparenti ai fini della raccolta differenziata porta a porta”.
    Non si comprende, quindi, la ragione che abbia portato il Primo Cittadino, unitamente all’Assessore competente, a partorire un provvedimento così ingiusto e vessatorio nei confronti della nostra categoria, ma anche e soprattutto di tutti quei cittadini cerignolani, sicuramente la maggioranza, che, sin dall’inizio, con aperto senso civico e con non poca fatica, si sono adeguati alla nuova forma di raccolta dei rifiuti ed hanno deciso di rispettarne le relative regole, questo anche grazie a noi Amministratori di Condominio che, sin dagli albori dell’attuazione del progetto di raccolta differenziata, abbiamo costantemente funto da fondamentale ausilio all’attività amministrativa locale, al fine di favorire l’avvio e l’evoluzione positiva di un progetto epocale per la nostra Città, ma oltremodo difficile, quanto ambizioso, attraverso una estenuante attività di informazione e controllo rivolta ai singoli condomini, anche andando oltre i limiti di competenza previsti, il tutto nonostante l’evidente malfunzionamento del relativo servizio di raccolta ed, in particolar modo, nonostante il lampante stato di inadempienza dell’attuale Società cui è contrattualmente affidata la gestione e l’esecuzione del servizio di raccolta rifiuti.
    Infatti, è bene rimarcare che, nonostante le specifiche previsioni indicate nella relazione redatta dalla suindicata Società e parte integrante del rapporto contrattuale intercorrente con il Comune di Cerignola, mai sono stati forniti, ai Condomini da noi amministrati, i cd. bidoni carrellati da collocare in area condominiale, né tantomeno, in quelle ipotesi in cui l’installazione dei predetti carrellati condominiali non fosse stata possibile a causa di carenze di spazio, mai sono state fornite le cd. rastrelliere/portamastelli, limitando -con tale ingiustificata mancanza, seppur prevista contrattualmente – la gestione ed il controllo della raccolta differenziata da parte dei singoli Amministratori, seppur non obbligati, ma unicamente nel rispetto di un sano e civico rapporto di collaborazione; così come mai è stata attuata la “Implementazione di un sistema digitalizzato sui controlli”, anch’essa contrattualmente prevista, attraverso il posizionamento, sul mastello, dell’etichetta RFID dotata anche di codice a barre che avrebbe dovuto garantire un sicuro sistema di riconoscimento dell’utente all’operatore addetto al controllo (e non all’amministratore di condominio) il quale, attraverso un tablet (anch’esso presumibilmente mai fornito), avrebbe potuto riscontrare l’eventuale errato conferimento del rifiuto ed associarlo al singolo utente, il tutto nel rispetto della normativa sulla privacy, come innanzi citata. Così come ripetutamente, proprio da noi Amministratori di Condominio, è stato chiesto, per il tramite dell’Amministrazione Comunale, il rispetto dell’impegno contrattuale, assunto dalla Società erogante il servizio, di prevedere la creazione di apposite isole ecologiche per il conferimento dei rifiuti; richiesta rimasta, ad oggi, a pochi mesi dalla scadenza del precitato rapporto contrattuale, del tutto inevasa.
    Per tutti questi motivi, abbiamo già inviato all’attenzione del Sindaco, dell’Assessore all’Ambiente e del relativo ufficio locale competente, nonché, per opportuna conoscenza, dell’Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di Foggia, una formale richiesta di annullamento/modifica dell’ordinanza sindacale n. 33 del 19/07/2022, evidenziandone non solo i chiari vizi di forma e di sostanza, ma in particolar modo l’ingiustizia di questo provvedimento sia nei confronti di tutti gli Amministratori di Condominio, ma soprattutto di tutti quei cittadini cerignolani rispettosi delle regole i quali, unitamente ai sottoscritti, rischierebbero di essere ingiustamente sanzionati a causa della inciviltà di alcuni trasgressori non individuati. Pertanto auspichiamo che l’attuale Amministrazione Locale faccia un deciso passo indietro rispetto a questa decisione, forse presa troppo frettolosamente, ed allo stesso modo accetti la nostra rinnovata disponibilità a collaborare, come sempre fatto, per cercare una soluzione che possa effettivamente tutelare i cittadini rispettosi delle regole civili e, magari, migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti che, ad oggi, risulta caratterizzato da una palese inefficienza non certo addebitabile alla stragrande maggioranza dei cerignolani e tantomeno agli Amministratori di Condominio.
    GLI AMMINISTRATORI CONDOMINIALI DI CERIGNOLA
    Giuseppe Tannoia, Francesco Dibisceglia, Michele Scarano, Davide Archidiacono, Riccardo Musaico, Ugo Dagnelli, Luigia Dipinto, Potito Cannone, Benedetto Palizzato, Marika Murgolo, Michele Attanasio, Luigi Vasciaveo e Gerardo Borrelli.

    3 COMMENTS

    1. Sono pienamente d’accordo con la richiesta avanzata da questi amministratori. In un lotto dove convivono quaranta o sessanta famiglie, che conferiscono i rifiuti al di fuori del lotto stesso, come si fa ad individuare il trasgressore dell’ordinanza sindacale? La stessa ordinanza è un invito ad una lotta fratricida fra condomini che si accuseranno l’un l’altro per la trasgressione. E’ facile risolvere il problema multando. Chi a emesso questa ordinanza rifletta su quanti problemi creerà. Cercate di trovare qualche soluzione più sensata.

    2. Il problema che non considera nessuno è che a Cerignola vi sono i soliti incivili che buttano l’immondizia innanzi ai condomini (a loro estranei) già alcune ore dopo la raccolta quotidiana.

      Parliamo di cafoni che abitano nelle zone più sperdute di Cerignola, che si trovano a passare con la macchina avanti a un condominio a loro estraneo e alla chetichella scaricano l’immondizia avanti ai portoni e fuggono via.

      Penso che la soluzione possa venire da bidoni centralizzati di differenziata o da isole di stoccaggio in zona centrale.
      La questione delle buste trasparenti e della privacy è una sciocchezza. E’ vero che il Garante ha statuito in merito alla trasparenza ecc.ecc., ma di fronte all’interesse collettivo legittimo e prevalente dato da igiene, decoro e salute pubblica, il profilo privacy personale passa in secondo piano… senza contare che il sacchetto, per quanto trasparente, contiene immondizia notoriamente non nominativa …salvo uno non decida di gettar via delle vecchie bollette senza distruggerle e nello stesso sacchetto ci accluda magari un vibratore inutilizzato…rivelando, almeno in parte, le sue abitudini sessuali.

      • Resta il fatto che anche se qualcuno, usa o getta qualche vibratore, non deve dare conto a nessuno delle proprie abitudini sessuali a nessuno e meno che mai a te, al sindaco o all’operatore ecologico. C’è una legge che da diritto alla privacy, anche se si parla di rifiuti. E visto che paghiamo poco ora in aggiunta dobbiamo comperare i sacchetti che sono di gradimento al sindaco. Voglio ricordare che i sacchetti che già paghiamo quando andiamo a fare la spesa, sono tutti biodegradabili e quindi idonei ad essere riutilizzati per conferire i rifiuti. Pertanto il sindaco se proprio ci tiene facesse un ordinanza agli esercenti per cui i sacchetti dati alla clientela debbono essere trasparenti. Per tutto il resto vista l’inefficienza e le carenze nelle strutture atte ad efficendare la cosiddetta raccolta differenziata, quelli che sino a ieri anche io definivo incivili, alla luce dei nuovi fatti non sono più sicuro che tale definizione sia giusta. Con questo non li giustifico ma non sono più così sicuro da condannare. Pasquino.

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