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    Dalla Chiesa, Cristicchi e Sgarbi per il gran finale della XIII Fiera del Libro di Cerignola

    Posti esauriti al “Roma - Teatro, Cinema E…” nella serata conclusiva dell’edizione 2022

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    Chiusura con i fiocchi per la XIII edizione della Fiera del Libro di Cerignola. La giornata di domenica 25 settembre ha fatto registrare, per la manifestazione organizzata dall’Associazione OltreBabele, una notevole affluenza di pubblico, tale da far esaurire i posti a sedere della sala del “Roma – Teatro, Cinema E…”.

    Ha aperto i battenti in mattinata la storia locale. Nicola Pergola ha illustrato due dei suoi ultimi lavori, “Cavalieri teutonici e abati commendatari a Torre Alemanna” (2021, con illustrazioni di Pasquale Bufano) e “Cerignola – Luoghi, personaggi, momenti ed eventi” (2022). Successivamente è toccato a Piero Cappelli presentare il suo “Puglia in fabula. Fiabe e racconti di Cerignola” (Edizioni di Pagina, 2022). La prima parte della domenica è stata chiusa da Alessandro Galano con “L’uomo che vendette il mondo” (Scatole Parlanti, 2021).

    Il primo ospite del tardo pomeriggio è Simonetta Agnello Hornby, in un incontro moderato da Michele Trecca, della libreria Ubik di Foggia. Avvocatessa e scrittrice, da anni residente in Inghilterra – «Ho iniziato a scrivere per via della lontananza dalla terra che amo, volevo parlare della Sicilia a mio modo», afferma – ha presentato “Punto pieno” (Feltrinelli, 2021), libro che chiude una trilogia: «La Sicilia è un’isola sofferta e sofferente – spiega l’autrice a lanotiziaweb.it -. Siamo sempre stati una colonia e non a cominciare dai greci, ma dai fenici, ancora prima. Siamo cresciuti con un senso di inferiorità riguardo alla gente di fuori, quasi servilità, e tanta rassegnazione. La Sicilia ha sofferto enormemente gli ultimi trecento – quattrocento anni, il periodo bello dell’Europa. Abbiamo avuto questo male orribile, la mafia. Un male che purtroppo c’è ancora». Ma nei libri di Simonetta Agnello Hornby è presente anche l’altra faccia della medaglia, quella migliore: «Noi siciliani però amiamo gli altri, ci aiutiamo. In questo libro parlo di donne, abbienti e non, sposate e non, vedove, senza figli. Sono donne della borghesia o della piccola aristocrazia che ricamano in un luogo povero, dove vanno donne veramente povere: prostitute, donne che rubano per dar da mangiare ai figli. In quel luogo, ricamando, diventano sorelle. Imparano che si può vivere bene, guadagnare facendo una vita pulita».

    Ostinati e Contrari. La sfida alla mafia nelle parole di due grandi protagonisti” (Solferino, 2022) è il libro che ha presentato Nando Dalla Chiesa. Dialogando con il giornalista Mario Valentino, Dalla Chiesa ha spiegato come questa pubblicazione sia nata dall’esigenza di non far scolorire, a colpi di vuota retorica, la memoria di chi ha combattuto per rendere questo Paese migliore. Il riferimento, oltre ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, finisce per coinvolgere suo padre Carlo Alberto, assassinato dalla mafia quarant’anni fa. «Credo che Falcone e Borsellino ci abbiano lasciato, prima di tutto, un patrimonio di vita e di conoscenze che sono decisive per contrastare il fenomeno mafioso» – afferma a lanotiziaweb.it. Su come e in che misura le cose siano cambiate dal loro assassinio ad oggi, Dalla Chiesa sostiene: «È cambiata la conoscenza del fenomeno mafioso in diversi settori della popolazione italiana, soprattutto tra quelli che hanno partecipato ai corsi di formazione che generazioni di insegnanti hanno proposto ai nostri giovani. È cambiata anche la capacità di analisi dei funzionari dei Ministeri, delle Prefetture, che è molto più alta di una volta. Non è cambiato tantissimo per i magistrati, però nelle Direzioni Distrettuali Antimafia abbiamo sicuramente capacità alte. Oggi pronunciare parole come ‘mafia’ e ‘antimafia’ non ci fa più sentire in colpa». In questo libro, Dalla Chiesa ha posto l’accento sul freddo clima di diffidenza che all’epoca si respirava attorno a Falcone e Borsellino. Anche in questo caso le cose sembrano essere cambiate: «Oggi non c’è quel clima attorno a chi contrasta il fenomeno mafioso. Allora si trattava di grandi innovazioni, sperimentazioni di una magistratura diversa. C’era un rapporto diverso tra Stato e mafia. È chiaro però che coloro che si impegnano in modo radicale, senza fare sconti a nessuno su questo fronte, delle avversità le trovano».

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    La serata entra nel vivo con il popolare cantautore Simone Cristicchi. Dialogando con