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    È stata l’ultima chiamata per Fognini in Davis? La sua storia in azzurro

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    La cocente sconfitta con il Canada nella semifinale di Coppa Davis potrebbe essere stata l’ultima apparizione di Fabio Fognini in Nazionale? Difficile a dirsi, almeno per ora, anche se l’atleta azzurro in un recente post sul suo profilo Instagram ha sottolineato una volta di più quanto tenga all’azzurro concludendo il saluto ai suoi fan con quel eloquente “Vi saluto con la speranza e la voglia di poter ancora difendere i colori più belli del mondo, e con la consapevolezza di chi è pronto a difendere la bandiera con le unghie e con i denti a prescindere dal risultato finale!!!”. Una dichiarazione d’amore che varrà pure qualcosa in un mondo dove spesso il Dio denaro fa la differenza e qualche ‘infortunio tattico’ fa saltare gli impegni con la Nazionale pur di onorare la presenza a tornei con ingaggi top.

    Del resto in Nazionale il buon Fognini ha sempre fatto buone cose, contribuendo in maniera positiva ai due risultati più importanti della racchetta italica con le semifinali di Davis del 2014 e quella recentissima del 2022, ma nel complesso è un tennista che pur non avendo avuto grandissimi acuti in carriera (ha comunque toccato nel Ranking la 9^ piazza in singolare e la 7^ in doppio) ha dalla sua l’invidiabile record di essere l’unico italiano ad essere entrato nella top 10 in entrambe le specialità. Da sottolineare, necessariamente, l’impresa di Fognini a Napoli nei Quarti del 2014 (da qui la semifinale), quando il sanremese giocò davvero la gara perfetta battendo lo scozzese Murray con un eloquente quanto spettacolare 6-3, 6-3, 6-4. La Nazionale ha sempre avuto qualcosa in più da Fognini, ma lui stesso ha preso molto e non è certo un caso se Corrado Barazzutti, dal 2020 è a capo della sua gestione tecnica dopo i primi mesi in cui affiancò il coach Franco Davin.

    Nell’ultima semifinale dell’Italia invece c’è stata anche qualche polemica, dettata soprattutto dal mancato utilizzo della collaudata coppia Fognini-Bolelli per il doppio contro il Canada. Ufficialmente ha giocato Berrettini per un infortunio di Bolelli, ma ci sono stati contraddittori che portano ad avere dei dubbi, come la dichiarazione non proprio banale del papà di Fognini che sulla sostituzione del compagno di doppio di suo figlio ha commentato con un eloquente quanto inquietante se vogliamo, “Più che obbligata inventata”. Episodi che sicuramente continueranno a far discutere, ma che ormai rappresentano il passato ed è bene che Fabio Fognini cominci, ma ne siamo certi, a concentrarsi sul futuro, sulla prossima annata sportiva che lo vedrà sicuramente protagonista nelle scommesse sul tennis e probabilmente carico a pallettoni anche per le prossime sfide della Nazionale. Non crediamo che Volandri possa rinunciare ancora ad un elemento come il ligure, anche se ovviamente alle sue spalle crescono sempre di più i vari Sonego, Musetti, per non parlare dei top Berrettini e Sinner. Ma la sua ‘cazzimma’ per i colori azzurri è quel valore in più a cui non si può rinunciare, almeno non ancora.