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    Foggia, la catapulta di Signori e Insigne

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    Il calcio in Puglia è un credo, una religione, e il suo impatto si riflette nella quantità di persone che lo praticano per strada o con amici. Per quanto riguarda i club, c’è stato un periodo in cui il Foggia era la culla di grandissimi talenti che dallo stadio Pino Zaccheria avrebbero spiccato il volo per conquistare il calcio italiano. Negli ultimi trent’anni ci sono stati due grandi attaccanti nostrani che sono partiti dalla città pugliese per poi arrivare fino in nazionale azzurra. Si tratta di Giuseppe Signori e Lorenzo Insigne, entrambi esplosi grazie al genio del tecnico boemo Zdenek Zeman, un tecnico ancora molto legato alla società rossonera.

    Signori, un mancino veloce e letale

    Era la fine degli anni ’80 quando un talentuoso calciatore di origini lombarde approdò al Foggia per cercare una svolta nella sua carriera: era Giuseppe Signori, detto Beppe, un attaccante mancino arrivato dal Piacenza. Si trattò di una vera e propria scommessa da parte della società foggiana, proprio come può esserlo una mano di poker o una partita al Blackjack online: puntare su un nuovo talento come quello di Signori poteva essere un rischio che aveva lo stesso sapore di incertezza e stimolo di una partita al tavolo verde. Quella scommessa, tuttavia, fu stravinta da Zeman, il quale puntò tantissimo su Signori in un tridente che avrebbe poi fatto la storia, ossia quello composto da lui, da Roberto Rambaudi e Francesco Baiano. Da quel momento in poi Signori si distinse come il principale marcatore di un Foggia che avrebbe registrato una storica promozione in Serie A nella stagione 1990-91. Era nato ufficialmente il fenomeno Zemanlandia, il parco giochi calcistico nel quale giocatori e tifosi si divertivano come non mai. Il gioco offensivo proposto da Zeman fece esaltare Signori, il quale anche nella prima stagione nella massima serie, si distinse come marcatore implacabile, realizzando ben 11 centri alla sua prima esperienza in A. Il calciatore lombardo sarebbe poi definitivamente esploso nella Lazio, dove appena approdato sarebbe diventato capocannoniere della Serie A con ben 26 reti, ascrivendosi all’albo dei migliori bomber italiani. Presente al mondiale di USA 1994, dove l’Italia arrivò seconda, Signori è il terzo marcatore di sempre nella storia della Lazio dietro Ciro Immobile e Silvio Piola.

    Insigne, da Foggia all’Euro 2020

    Vent’anni dopo Signori, allo Zaccheria approdò un attaccante napoletano che voleva farsi le ossa. Lorenzo Insigne rappresentò il più gran talento a disposizione del boemo nella sua terza e ultima tappa in rossonero. Nella stagione 2010-11, il folletto partenopeo realizzò ben 19 reti in 33 incontri in un campionato di Prima Divisione di Lega Pro nel quale il Foggia non andò oltre il sesto posto. Eppure si era tornato a vedere qualcosa di spettacolare proprio grazie a Insigne, che nella stagione successiva seguì Zeman a Pescara e con lui vinse un campionato di Serie B spettacolare per gioco proposto e goal segnati. Diventato poi capitano del Napoli, con il quale alzò al cielo una Coppa Italia con la fascia al braccio, Insigne è stato poi protagonista dell’Euro 2020 vinto dall’Italia a Londra. Da Foggia a Wembley, insomma, e sempre sotto l’egida di Zeman.

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