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    La crescente popolarità dei videogiochi e l’influenza sul cinema d’evasione

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    La crescita dell’industria dei videogiochi, a partire dagli anni ’70 in cui sono stati progettati i primi, arcaici, videogames per arrivare ai giorni nostri, è stata esponenziale e ciò che un tempo era considerata una strana moda passeggera è diventata, oggi, una delle industrie più redditizie dell’intera economia mondiale. Per molti anni i film hanno ispirato tanti videogiochi, ma oggi sembra che questa strada non sia più a senso unico.

    Come si è trasformato il nostro immaginario in base ai videogames

    Poiché i videogiochi sono cresciuti in popolarità ed influenza, stiamo iniziando a vedere sempre più registi prendere ispirazione da essi per ideare e progettare i propri film. Esiste, dunque, un’attrazione reciproca fra il mondo dei videogames e quello dell’industria cinematografica che produce e realizza i film. Infatti i primi tendono sempre più ad avere una costruzione narrativa che richiama l’esperienza cinematografica mentre i secondi ricordano tanto le strutture e le dinamiche dei videogames. In questo senso, gli esempi di film tratti da videogames sono molteplici.

    Le prime opere cinematografiche che si confrontano con il tema videoludico

    Nei primi anni ’80 sono state realizzate pellicole come Tron (1982) e War Games (1983) che, però, non erano ancora influenzate dalla grafica e dalla narrativa, sempre più importanti nei futuri videogames. Infatti è con l’avvento e lo sviluppo, sempre più preponderante, della CGI (Computer Generated Imagery ossia le “immagini generate al computer” che hanno dato origine agli effetti speciali digitali presenti nei film) che l’influenza dei videogames è diventata sempre più evidente. Film “cult” come Matrix (1999), Matrix reloaded (2003) e Matrix revolutions (2003) ci mostrano ambienti virtuali che ricordano molto quelli dei videogames (ricordate il programma di addestramento che Morpheus fa svolgere a Neo?).

    Il cinema attuale che guarda sempre più al mondo del gaming

    Ottimi esempi di film che richiamano la struttura dei videogames sono anche I figli degli uomini (2006), film di fantascienza cupo, intenso e crudo e la sua storia è raccontata dal punto di vista di Theo, interpretato da Clive Owen, con la telecamera che segue, in diverse scene chiave, il protagonista mentre il caos esplode tutt’intorno a lui e che ricorda la serie di videogames Half Life oppure l’ottimo  Edge of Tomorrow-Senza domani (2014) diretto da Doug Liman e con protagonista Tom Cruise, opera che rappresenta una fra le migliori trasposizioni cinematografiche di videogiochi mai realizzata, anche secondo il parere di molti esperti del settore videoludico.

    EXistenZ di Cronenberg: quando la fantascienza flirta con il gaming

    Talvolta ci sono anche casi in cui un film o un regista, sono troppo avanti rispetto ai tempi in cui la pellicola viene realizzata e distribuita. Sotto questo punto di vista ci vengono in mente due film in particolare, interconnessi tra loro, per via di tematiche futuristiche e per certi versi capaci di anticipare i tempi in cui vengono realizzate. Si pensi ad esempio al caso di eXistenZ, pellicola realizzata dal cineasta canadese David Cronenberg, il quale in piena epoca Matrix, realizza una versione personale e filosofica sulla tendenza del cinema che guarda in modo ammiccante verso il mondo dei videogiochi. EXistenZ è una critica verso questo nuovo modo di intendere il mezzo filmico come pure intrattenimento e per farlo il regista utilizza tutte le sue manie e ossessioni, che lo avevano reso nei decenni precedenti uno dei grandi maestri del genere, al pari di John Carpenter e David Lynch, ma con uno sguardo più lucido, scientifico rispetto ai suoi illustri colleghi. Un altro film che fa pensare molto al mondo del gioco, sempre per restare nel tema del cinema d’autore è sicuramente Holy Motors (2012) di Leos Carax, film che miscela in modo audace, avveniristico il teatro di Pirandello e la narrativa sperimentale del Calvino di Se una notte d’inverno un viaggiatore. Ci sono più livelli e più maschere da mostrare, da svelare in questo film difficile da etichettare e anche da spiegare. Un film che per certi versi si può anche accostare a Cosmopolis, sempre di Cronenberg, tratto dal romanzo postmoderno di Don De Lillo. Un cinema vivace, audace e colto, ma che non ha paura di confrontarsi con il mezzo e lo strumento tecnologico, con il mondo dei videogiochi e delle realtà virtuali. Proprio per questo è giusto parlarne in un articolo che vuole trattare questo genere di argomento.

    Da Michael Bay a George Lucas, passando per Peter Jackson

    C’è poi tutta la serie cinematografica dei Transformers di Michael Bay e di Star Wars di George Lucas, la trilogia del Lo Hobbit di Peter Jackson. Insomma la lista potrebbe continuare a lungo, ma quello che ci interessa evidenziare è che molti giovani registi sono cresciuti con i videogiochi e sembrano essere attratti da un nuovo approccio che avvicina l’estetica ed il linguaggio cinematografico a quello videoludico. Tendenza, questa, confermata dalle produzioni ad “alto budget” che accompagnano la realizzazione di questo genere cinematografico. Senza contare la quantità di opere che sono ispirate sui giochi da casinò come blackjack, slot machine e poker. Categoria a sé che ha per lunghissimo tempo ispirato e fatto da sfondo a film della Hollywood classica o a saghe come quella di 007, dove appunto Casinò Royale rappresenta uno dei esempi tipici di questo genere di intreccio e di flirt tra il mondo del gioco e quello della settima arte.

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