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    La storia del Duomo in Cattedrale e il progetto “Terra Nostra”

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    Suggestiva e interessante serata, momento culturale, insolitamente ospitato in un’affollata Cattedrale. «Una notte al Duomo», nella serata del 10 settembre, ha offerto l’opportunità di ritornare a parlare della storia e dell’architettura del Duomo Tonti. A raccontarne aneddoti, momenti, curiosità e specifiche il professor Tommaso Sgarro e l’architetto Vincenzo Buttiglione. Al centro, e non sullo sfondo, il progetto  “Terra Nostra”, curato dal Maestro Gioacchino Loporchio, dal dottor Luca Gasparro e dall’avvocato Antonio Caringella. Nella serata è stata anche presentata l’opera “Sotto le stelle”, dedicata proprio alla cupola del Duomo. Nel finale un intervento del Vescovo S.E. Monsignor Fabio Ciollaro, che ha voluto sottolineare l’importanza di momenti culturali anche all’interno di una cattedrale. Un appuntamento che, proprio Don Fabio, vorrebbe fosse ricorrente a margine della Festa di Maria SS di Ripalta.

    A raccontare in breve, per aneddoti e curiosità, la storia della Cattedrale è il professor Sgarro, docente di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Foggia. Nelle parole del docente il ritratto di Paolo Tonti, colui che attraverso una donazione importante permise l’edificazione di quel che oggi è un fiore all’occhiello della città. Un percorso non semplice, ricorda Sgarro, e Tonti una personalità a tratti “stravagante”. L’architetto Buttiglione completa l’opera con la spiegazione del senso di un simile complesso, sbaragliando il campo da ogni dubbio: «il Duomo non è un falso storico». Poi il racconto del progetto “Terra Nostra”, nella parole di Gasparro: «Tutto è nato a seguito di un mio viaggio a Napoli, lo scorso anno. Ho piacevolmente scoperto che nelle case di quasi tutti i napoletani è presente un oggetto che raffigura una campanella. Questa campanella rappresenta in maniera artistica stilizzata il Santo patrono di Napoli, San Gennaro. Da questo viaggio ci è venuta in mente l’idea di creare un oggetto che potesse entrare nelle case di tutti i cerignolani. Abbiamo deciso di adottare la lucerna del Duomo perché tutti i cerignolani vi sono un po’ legati: vederla, ogni qualvolta si rientra da fuori, ci fa sentire un po’ a casa». La cupola del Duomo è solo il primo elemento caratteristico della città, ne seguiranno certamente altri. A sostenere l’iniziativa la cantina Mandwinery. L’azienda ha infatti, a margine dell’iniziativa, aperto la sua location, che si affaccia esattamente su Piazza Duomo, per poter visionare le opere d’arte del M° Loporchio.

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