More

    HomeEvidenzaSgarro (Noi): «Il servizio è carente ma Tekra lascia a casa altri...

    Sgarro (Noi): «Il servizio è carente ma Tekra lascia a casa altri 22 lavoratori»

    «Comportamento dell’azienda inaccettabile come il silenzio dell’Amministrazione», sostiene il consigliere comunale

    Pubblicato il

    «È successo di nuovo. Ad altri 22 operai TEKRA non è stato rinnovato il contratto. Eppure questo continuo ciclo di assunzioni e mancati rinnovi è la controprova che l’aumento del personale adibito alla raccolta è evidentemente necessario in via indeterminata. Stiamo parlando di un servizio che già non soddisfa nessuno alle condizioni date!». Commenta così il consigliere Sgarro le notizie provenienti dall’azienda che si occupa del servizio di raccolta e spazzamento a Cerignola, dove per l’ennesima volta non è stato prolungato il contratto agli operatori assunti a termine. «Oltre alle tante migliorie che Tekra non ha fatto, né farà mai – continua Sgarro-, oltre alle prese in giro sulle compensazioni, l’azienda non rispetta nemmeno l’impegno ad assicurare il numero giusto di operatori addetti al servizio, a questo punto nel complice silenzio dell’amministrazione comunale». 

    «Tekra ha uno dei contratti più remunerativi d’Italia, fare la “cresta” sul personale tra demansionamenti e lavoratori “usa e getta”, è diventato un vergognoso e inaccettabile modo di fare, inaccettabile per la nostra cultura politica, incomprensibile a fronte di una città sporca e invivibile. È necessario che l’azienda rinunci a parte dei milioni di euro di utile che porta ad Angri per migliorare il servizio a Cerignola, ed è necessario che rispetti i lavoratori cerignolani». «Nel frattempo desta preoccupazione il comportamento assunto dall’amministrazione comunale. Nulla è trapelato sul rinnovo del contratto a Tekra. Per come si stanno mettendo le cose c’è da scommettere che la Tekra a Cerignola ci metterà le radici. C’è da scommettere anzi che farà il salto di qualità, diventando il gestore unico di ARO. Ma non è per questo che è stato votato chi oggi siede sugli scranni di Palazzo di città, se lo dovrebbe ricordare e alla cittadinanza dovrebbe rendere conto».