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    Si vaccinano al posto di persone no-vax. Ecco come i sanitari hanno scoperto il tutto

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    CERIGNOLA. Pronti a vaccinarsi, in cambio di denaro, al posto di gente no-vax, per far ottenere a queste ultime il Green pass. E’ quanto accaduto nell’Hub vaccinale del Pala Famila a Cerignola, dove, grazie alla fondamentale collaborazione dei sanitari, si è giunti a scoprire il tutto. Una truffa in piena regola, che probabilmente era stata già messa a segno altre volte.

    Il racconto dei sanitari del punto vaccinale è ricco di dettagli e restituisce la cronaca del malfatto per intero. «Lo scorso 10 febbraio si presenta presso l’Hub vaccinale di Cerignola un uomo che, entrato nel box, mostra ad una infermiera un modulo di seconda dose già precompilato e esibisce una tessera sanitaria come unico documento di riconoscimento – raccontano -. Lo stesso sottolinea che si trattava di seconda dose e che a Foggia aveva effettuato una prima. Tuttavia in anagrafe vaccinale con quel nome non appariva nulla. Si procede con la somministrazione, intanto nel box si presenta una seconda infermiera che riconosce il tatuaggio dell’uomo e quindi si reca dalla referente dell’Hub, la dottoressa Viviana Balena, riferendo che lo stesso era già stato lì il lunedì per farsi vaccinare con altra identità. Perfino una volontaria della Protezione Civile segnala che la stessa persona era tornata anche martedì».

    Senza creare particolare allarmismo e applicando il protocollo alla lettera i sanitari hanno proceduto con il proprio lavoro. «Insospettite – riferisce la dottoressa Balena – io e le infermiere chiediamo all’utente, che dall’inizio si era detto sprovvisto di carta di identità, di farsi mandare una foto su WhatsApp della Carta d’Identità o Patente. L’uomo insiste dicendo di non aver nessuno a casa che potesse far questo. Gli riferisco che registrerò la dose fatta solo dopo esibizione di un documento, quindi chiedo allo stesso di tornare in giornata».

    Il sospetto è forte e trova nuove conferme, a partire dal numero di cellulare fornito. Si rileva una differenza tra la foto profilo di WhatsApp e la fisionomia dell’uomo presentatosi per il vaccino. La stessa foto di WhatsApp è stata ritrovata anche sui social, riferita al nome comunicato e alla data di nascita, sempre diversa dal viso dell’uomo arrivato la mattina del 10 febbraio. A confermare ogni sospetto la presenza di frasi no-vax sul profilo social ritrovato inserendo nome e data di nascita. Si attende di fatto che l’uomo ritorni con il documento di identità per ritirare il certificato. La cosa avviene con notevole ritardo, il 22 febbraio. Subito la richiesta dell’attestato di vaccinazione, per il quale viene mostrata una carta di identità già al tatto riconoscibile come falsa.

    Prontamente i sanitari, temporeggiando, hanno avvertito il Commissariato di Pubblica Sicurezza nella persona del vice Questore Loreta Colasuonno. Intanto l’uomo, spazientito, e probabilmente resosi conto della manovra, decide di fuggire lasciando anche la carta d’identità. Il personale è attento, fotografa la vettura con cui il tizio si dà alla fuga. A bordo sale anche una donna appena vaccinata in Hub, che però aveva esibito una vera e propria carta di identità (falsa anche questa). Dopo poco l’auto viene fermata e perquisita dalla Polizia. Scatta l’arresto. Dalle indagini è emerso che i due si presentavano negli hub vaccinali con documenti falsificati, intestati ai presunti no-vax. I poliziotti hanno anche arrestato per resistenza a pubblico ufficiale un uomo di 38 anni il quale, pur di aiutare i due indagati, si è scagliato contro gli agenti.

    Gennaro Balzano
    La Gazzetta del Mezzogiorno