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    Dubbi sulla nuova società per i rifiuti, nessuno va in Regione

    Continua a far discutere la nascita del soggetto pubblico voluto da Ager e Aqp su impulso del presidente Emiliano

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    Nuova società pubblica sui rifiuti, i chiarimenti possono attendere. È stata aggiornata a lunedì prossimo la quinta commissione consiliare della Regione Puglia, coordinata dal presidente Paolo Campo, convocata per ieri pomeriggio per l’aggiornamento delle audizioni richieste dal consigliere Amati sull’ipotesi di nuova gestione del servizio dei rifiuti nella Regione Puglia. Ieri pomeriggio dovevano essere ascoltati i rappresentanti di Aqp, Ager e Anci, oltre all’assessore regionale all’ambiente Maraschio ma non si è presentato nessuno. Così, su richiesta dello stesso Amati, e dei consiglieri Tutolo, Ventola e Romito, la commissione lunedì prossimo ascolterà anche, nello specifico sullo statuto della società nascente, i sindaci, ai quali il Codice dell’Ambiente attribuisce responsabilità dirette in materia ambientale e Confindustria, che, come rivelato ieri dalla Gazzetta, è intervenuta formalmente nella vicenda con un dossier inviato alla Corte dei Conti, all’autorità garante della concorrenza e all’Anac.

    «Leggendo le carte sul programma di società pubblica nelle mani della Regione, usando i sindaci e Aseco-AqP – dicono il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati e il consigliere Ruggiero Mennea, capogruppo – si legge solo il parere favorevole del sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, probabilmente offerto in data 1 marzo nella speranza di una ricandidatura ormai svanita, e di un’altra trentina di comuni, arrotondati per eccesso. Risulta, invece, la forte contrarietà del sindaco di Taranto Melucci, la richiesta del sindaco di Lecce di sottoporre il programma all’assemblea dei sindaci, una serie di perplessità e una stragrande maggioranza, pari a 227 comuni, che non si è espressa. Ecco servito il motivo di una sequenza di assenze per impegni istituzionali, registrati oggi in Commissione, che per ricorrenza statistica risultano più improbabili di una cinquina al lotto. Ma noi non ci arrendiamo – dicono Amati e Mennea – perché vogliamo sapere per quale irragionevole motivo alcuni sindaci, una minoranza, tenendo in ostaggio la maggioranza dei colleghi, si ostinano a voler realizzare una società pubblica, cosa giusta, rinunciando però ad esercitare la funzione di cui sono titolari. È un mistero. Se la legge conferisce ai comuni la titolarità del servizio rifiuti o di parte di esso, e in Puglia tale potere è stato espropriato dalla Regione attraverso la nomina del direttore generale di Ager a cui sono stati invece conferiti tutti i poteri, noi vogliamo restituire ai comuni quello che gli è stato tolto. Su questo vorremmo conoscere il parere dei comuni, di notevole rilevanza anche ai fini del via libera da fare al programma di costituzione di una società pubblica per la gestione e realizzazione degli impianti. Chiediamo troppo? È lesa maestà puntare sui comuni? Cosa si nasconde dietro un gesto invece di rinuncia alle proprie prerogative, con il chiaro sapore masochistico? Staremo a vedere».

    «C’è una sorta di fuggi fuggi dalle Commissione regionali, da parte del governo Emiliano e della sua schiera celeste, sugli argomenti più scottanti sui quali decide solo il presidente» attacca invece il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Ventola. «Nessuno dei nominati viene in Commissione a confrontarsi con i consiglieri regionali perché nessuno ha la libertà di potersi esprimere direttamente, perché sono tutti filodiretti da Emiliano e perciò se quest’ultimo ha deciso, insieme al suo fedelissimo Grandaliano, che la nuova società sui rifiuti Ager-Aseco si deve fare, i sindaci pugliesi di centrosinistra non osano mettersi contro, anche quando gli viene tolto potere gestionale sulla materia rifiuti. Anche quando, invece, dell’Aseco si sarebbero potute utilizzare altre società municipalizzate che gestiscono impianti di smaltimento. Sopportano soprusi in silenzio – sostiene Ventola – salvo poi venirsi a confidarsi con noi consiglieri regionali in segreto, descrivendo nel centrosinistra un clima pesante. Ed è assurdo pensare che, poi, è proprio sui sindaci che ricade il peso del trasporto e smaltimento rifiuti e quindi della cattiva gestione alla quale loro possono rispondere aumentando la Tari e quindi aggravando il bilancio familiare dei loro cittadini».

    Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia «tacciono per paura o per complicità, magari perché anche in questo caso il silenzio viene ripagato con poltrone/nomine o promesse di candidature che poi svaniscono. Facciamo esempi reali: il sindaco di Brindisi, Rossi, era l’unico convinto di questa nuova società il primo marzo, tant’è che in conferenza stampa ci ha messo anche la faccia, la sua speranza era quella di incartare il secondo mandato, ma è stato Emiliano prima a incartare il suo sì alla newco, e poi lo ha scaricato. Così come sul fronte Decaro il presidente dell’Ager, il sindaco di Bitetto Pascazio ha detto sì alla società, ma in cambio il 4 aprile prossimo diventerà presidente Anci Puglia. È questo lo spettacolo che si sta consumando sotto gli occhi dei pugliesi che pagano una delle Tari più alte d’Italia, ma è evidente che a questo governo regionale risolvere i problemi dei cittadini interessa poco. È la gestione del potere fine a se stesso o a fini elettorali che è in cima alla lista degli obiettivi. Ma Fratelli d’Italia non demorde e lunedì prossimo continueremo ad attendere tutti i protagonisti di questo nuovo affaire Emiliano in Commissione. Se non hanno nulla da nascondere si presentino». (tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno)

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