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    Fiera del libro di Cerignola, entusiastica partecipazione ai primi incontri della giornata

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    Stamani, il grande evento della Fiera del libro di Cerignola ha aperto le porte di Palazzo Fornari. Giovani studenti, provenienti da tutte le scuole di ogni ordine e grado, hanno dato il via a questa attesissima manifestazione. Dalla curiosità dei più piccoli, alla riflessione dei più grandi, l’atmosfera è stata riscaldata dall’amore per la lettura. La prima presentazione della giornata è stata dedicata a Florisa Sciannamea, autrice del libro “Legalefavole. E i mistini del pianeta sognimisti”, Edizioni Radici Future, 2021. Un libro che racconta di sogni, promesse e speranze dell’infanzia. Che cosa accadrebbe se gli adulti dimenticassero i desideri più genuini della fanciullezza? Il mondo crollerebbe nel buio dell’indifferenza e tutto sarebbe fuori da ogni regola. Ecco che, in un mondo immaginario, i bambini insegnerebbero loro ad avere rispetto del Bene Comune e Amore verso gli altri esseri umani. Questo è il mondo immaginario di Legalefavole, una realtà dove il potere dei fanciulli e dei loro astratti disegni, i mistini, ha la forza di salvare l’uomo dall’indifferenza. L’arrivo della scrittrice è stato accolto dall’allegro entusiasmo dei più piccoli lettori, i bambini delle classi quarte e quinte di tutte le scuole primarie: gli istituti “Di Vittorio-Padre Pio”, “Don Bosco-Battisti”, “Guglielmo Marconi”, “Carducci-Paolillo”, V Circolo Didattico “Don Pino Puglisi” e la scuola paritaria “Opera S. Francesco d’Assisi”. Ogni classe ha avuto il piacere di rappresentare un personaggio del libro, dando sfogo alla propria fantasia e mettendo in atto riflessioni sulla già avvenuta lettura. I bambini del II Circolo Guglielmo Marconi e dell’Istituto Di Vittorio-Padre Pio hanno inaugurato l’incontro con delle splendide interpretazioni del racconto e, successivamente, hanno posto all’autrice alcune domande.

    II Circolo “Guglielmo Marconi”: «In quale mistino riconosce il suo sogno da bambina?». Sciannamea: «Nella cercottera, perché è una presidente femmina ed è un animale che ama stare con gli altri, crede nelle relazioni e nelle amicizie. È un fenicottero che indossa delle scarpe da ballerina, proprio quello che sognavo di diventare quando ero bambina. Ma la cosa più importante è che questo mistino è forte e sicuro di sè: le sue potenti corna sono indistruttibili, pertanto, anche se la cercottera ha dei dolori o delle delusioni, non si abbatte mai perché le sue corna sono sempre in grado di ricrescere». Istituto “Di Vittorio-Padre Pio”: «A lei piace più scrivere per gli adulti o per i bambini?». Sciannamea: «I bambini sono il mio pubblico preferito, perché in fondo anche io sento di essere rimasta una bambina che è ancora capace di saper sognare».

    A seguire, i bambini della scuola “Don Bosco-Battisti” hanno presentato un flashmob contro la violenza, con un particolare riferimento alla violenza sulle donne: la melodia del flauto, suonato dagli alunni, ha accompagnato il canto della solista, la quale ha intonato la canzone “Il peso del coraggio” di Fiorella Mannoia. Davanti, il resto del gruppo ha completato la rappresentazione con un ballo. Profonda e accurata è stata la riflessione della scrittrice sulla lotta alla violenza: «Noi non siamo guerrieri che combattono la violenza, ma militanti che agiscono per il bene di tutti, contro ogni ingiustizia e sopraffazione». Ad avanzare altre curiosità, sono stati i bambini delle scuole “Carducci-Paolillo” e del V Circolo Didattico “Don Pino Puglisi”, i quali hanno chiesto all’autrice il motivo per il quale avesse ideato questo racconto: «Era indispensabile che scrivessi questo racconto, perché nel mondo ci sono tanti bambini sfruttati. La mia missione è informare i bambini e responsabilizzare gli adulti, affinchè i miei lettori siano consapevoli del fatto che tutto ciò che possediamo è dovuto allo sfruttamento di qualcun’altro, e molto spesso ad essere abusati nel lavoro sono proprio i bambini». Questo primo momento di condivisione si è concluso con un video proiettato dalla scuola paritaria “Opera S. Francesco D’Assisi”. Attraverso la visione del filmato, i bambini hanno riflettuto sulla storia dei grandi eroi che hanno combattuto la mafia, come Peppino Impastato, gli onorevoli magistrati Falcone e Borsellino e tutti i più grandi giudici. La scrittrice Sciannamea ha avuto il piacere di terminare l’incontro lasciando un’importante precisazione sulla differenza tra giustizia e legalità: «La legalità è la ricerca del bene comune, e vivere nella legalità significa perseguire il bene di tutti. La giustizia subentra quando le regole del buon vivere non sono più rispettate». Firma copie, applausi e foto ricordo, hanno accompagnato la fine di questa prima presentazione.

    Mentre i più piccoli si affrettavano a lasciare Palazzo Fornari, gli studenti di tutte le scuole secondarie di primo grado hanno preso posto per assistere alla presentazione dell’opera “Spacciatori di libri” di Rosario Esposito La Rossa, Marotta & Cafiero, 2022. Un’opera nata nel periferico quartiere di Scampia, a Napoli, laddove il suo scrittore è cresciuto e vissuto. Tutto sembra all’insegna dello sbaraglio e della delinquenza, ma all’ombra del maledetto spaccio sta nascendo un’illegale meraviglia: spaccio sì, ma di libri e cultura. Un gruppo di scugnizzi apre una libreria a Scampia nel pieno della faida di camorra. Scugnizzi che si trasformano in Spacciatori di Libri. Dove prima si vendeva la droga, oggi si spacciano libri. I ragazzi presenti hanno ascoltato con stupore la storia di Rosario Esposito La Rossa e della sua Scugnizzeria, una libreria che è diventata la casa degli scugnizzi, un luogo di incontro dove centinaia di bambini passano i pomeriggi e si formano attraverso corsi e attività ludiche. Dopo le domande avanzate da alcuni studenti, l’incontro si è congedato con un dono semplice, ma molto significativo: una magnolia di carta bianca è stata lasciata in dono allo scrittore; si tratta di un fiore a lui particolarmente caro e significativo per la storia della Scugnizzeria.

    A conclusione di questa prima mattinata, una rappresentanza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado ha avuto il piacere di approfondire la storia di Salvatore Annacondia, boss della mafia e poi collaboratore di giustizia. Il suo vissuto mafioso è descritto nel libro “Mano Mozza: genesi e sviluppo di una mafia pugliese”, di Emma Barbaro e Valentina Maria Drago. Ogni scuola ha condiviso una riflessione su un capitolo del libro e poi ha rivolto alla scrittrice Barbaro, presente in videocollegamento, alcune perplessità. I ragazzi del Liceo Scientifico “A. Einstein”, dell’indirizzo Scienze Umane, hanno messo in scena un’intervista fittizia e hanno lasciato che i presenti immaginassero di poter ascoltare proprio le parole del boss Annacondia. Si è detto, a suo proposito: «tutti mi conoscono come manomozza a causa della mia mano mozzata, è vero. Avevo 16 anni quando un’esplosione mi ha portato via la mano, e assieme è andata via la speranza di scegliere un futuro onesto. Sono sempre stato un uomo rispettato e temuto, perché non ho mai avuto paura a compiere un delitto. Il 16 agosto 1991 il mio fidato amico Michele Dichiano fu ucciso con 4 colpi di pistola. Nicola Corda fu il responsabile di quell’uccisione: dopo qualche giorno, feci uccidere Corda con quattro esatti colpi di pistola, proprio come aveva fatto con il mio fidato. Ho vissuto per anni da delinquente, ma il 5 ottobre 1991 non ci fu più nessuna via di scampo. Fui imprigionato, e dopo qualche anno, per amore di mio figlio, decisi di diventare un collaboratore di giustizia». Attualmente, ha aggiunto poi Emma Barbaro, Salvatore Annacondia non gode più dei privilegi di collaboratore, perché è tornato nel giro dei malaffari. Numerose e approfondite le riflessioni avanzate dagli altri studenti presenti: dalle proposte su un miglioramento del sistema carcerario italiano, al perché non c’è possibilità di fermare i circoli di vendetta mafiosa. Gli studenti dell’Istituto “Augusto Righi” hanno poi ampliato la riflessione verso la mafia al femminile, proiettando due video monologhi su Filomena Di Tacchio e Teresa Lopetuso. L’incontro si è concluso con una sollecitazione rivolta ai giovani, da parte della Barbaro: «Diffidate dalla malavita, perché il benessere che vi mostra è soltanto apparente. La delinquenza sta coinvolgendo sempre ragazzi più piccoli e questo spaventa. Siate onesti cittadini e abbiate sempre il coraggio di essere testimoni di giustizia». Intensi, profondi e stimolanti sono stati i momenti inaugurali di questo grandissimo evento. Nel pomeriggio l’evento proseguirà alla presenza di altre celebri personalità della scrittura: Giovanni Moro, Emma Amiconi, Alfonso Celotto e Umberto Galimberti.

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