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    Furti di rame nei parchi eolici, 18 indagati. Coinvolta anche Cerignola nell’operazione “Vento rosso”

    La banda, guidata da un rumeno, ha asportato oltre sei tonnellate di materiale. L'indagine è stata coordinata dalla procura di Larino (CB)

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    Nelle prime ore della mattinata di oggi 25 maggio 2023, in Bari (BA), San Ferdinando di Puglia (BAT), Barletta (BAT), Bitonto (BA) e Cerignola (FG), i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso, in collaborazione con quelli dei Comandi Provinciali di Barletta-Andria-Trani (BAT), Bari e Foggia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare restrittiva della libertà personale, emessa dal GIP di Larino su richiesta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di 11 indagati, di cui 9 in carcere, 1 ai domiciliari e 1 con obbligo di dimora, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata ai furti aggravati e alla ricettazione di cavi in rame. Al contempo sono stati eseguiti, altresì, 7 decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di altrettanti indagati, per un totale di 18 indagati complessivi.

    L’attività di indagine, dal febbraio al settembre 2022, coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino e condotta dalla Compagnia di Larino del Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso, ha permesso di accertare e disarticolare un’organizzazione criminale dedita al furto e alla ricettazione di rame, composta da diciotto soggetti. Le investigazioni, condotte anche mediante l’ausilio di attività tecniche, sono scaturite a seguito di un tentato furto perpetrato presso un parco eolico sito in agro di Ururi (CB) e San Martino in Pensilis (CB) ed hanno permesso di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere avente base in San Ferdinando di Puglia (BAT), composta in particolare da 11 cittadini di nazionalità rumena, 1 di nazionalità albanese e 6 di nazionalità italiana, tra cui tre donne (due rumene e una italiana), tutti stanziali in Puglia. L’organizzazione era dedita alla commissione dei reati di furto di cavi di rame presso parchi eolici siti in Molise, Campania, Basilicata e Puglia nonché, come accertato in una occasione, anche di furto di pannelli fotovoltaici. Gli indagati, già noti alle Forze dell’Ordine per reati analoghi, facevano capo ad un soggetto di nazionalità rumena che coordinava e dirigeva in prima persona sia la commissione dei furti che lo smistamento del metallo trafugato.

    Una volta individuato il parco eolico i soggetti, che agivano sin dalle prime ore della sera, forzavano la porta di accesso degli aerogeneratori, tranciavano i vari cavi di rame ed asportavano rame in quantità, danneggiando, al contempo, i trasformatori. Successivamente è stato accertato come il metallo fosse, poi, trasportato presso appositi luoghi dove veniva sguainato e preparato per l’introduzione all’interno del mercato nero. Le attività illecite si concludevano mediante intermediazione e vendita a grossisti del settore del metallo, con ripartizione dell’illecito ricavato tra i componenti dell’organizzazione. Durante le attività investigative sono stati accertati e contestati 13 furti e 10 ricettazioni di rame, il furto di oltre 6 tonnellate di rame, nonché il sequestro di 615 kg del medesimo metallo. Il danno patrimoniale del materiale trafugato, quantificato in un milione di euro, ha comportato la mancata produzione di energia eolica di circa novemila Mwh, per circa tre milioni di euro di valore commerciale. Nel corso delle attività di riscontro è stato altresì tratto in arresto un componente della banda per porto abusivo di una pistola clandestina, detenuta sotto il materasso della culla della figlia.

    All’operazione, effettuata nella mattinata odierna, hanno preso parte numerosi militari dell’Arma dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Campobasso, Bari, Barletta-Andria-Trani e Cerignola e dei Nuclei Cinofili di Chieti (CH) e Modugno (BA), impegnati nell’esecuzione dei provvedimenti emessi. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, nel corso delle quali gli indagati potranno esperire, in ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito.

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