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    Una nuova libreria a Cerignola, un sogno che prende finalmente forma

    «È una fiamma che nel tempo non ha mai smesso di essere accesa in me. Voglio dare alla comunità la possibilità di avere un posto diverso rispetto agli altri, dove viene messo al centro il libro», dice la titolare Laura Catucci

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    C’è qualche scatolone in giro e gli scaffali non sono ancora del tutto pieni. Ma quando Laura ci accoglie nella sua attività, si percepisce subito l’entusiasmo di un progetto sognato a lungo e a cui finalmente si sta riuscendo a dar vita. Siamo al n.48 di via Bari, non lontano da Piazza Duomo, laddove mercoledì 4 gennaio a Cerignola verrà ufficialmente inaugurata una nuova libreria, il Mondadori Point. Titolare di quello che promette di essere un nuovo punto di riferimento culturale per la città è Laura Catucci, educatrice di professione e libraia, possiamo dire, per amore. Un amore che ha radici profonde e che, con encomiabile perseveranza, sta adesso dando i suoi frutti.

    «È un sogno figlio della mia prima esperienza in libreria, fatta qui a Cerignola circa vent’anni fa – racconta Laura a lanotiziaweb.it -. Era la libreria ‘Gulliver’, dove andavo a dare una mano nel periodo delle Festività natalizie. Me ne innamorai, ma misi il sogno un po’ da parte. È stata una fiamma che nel tempo però non ha mai smesso di essere accesa, anche se il mio percorso professionale e la mia vita in questi vent’anni sono cambiati parecchio. Quando ho ritenuto opportuno, quando c’è stata la possibilità di dare vita a questo progetto, mi sono detta “O adesso o mai più!”. Allora ci proviamo». Si giunge quindi a cosa voglia rappresentare questa nuova libreria per la comunità: «Innanzitutto, voglio dare a me un posto dove stare tranquilla, a mio agio. Perché prima, per trovare un posto così, dovevo andare fuori. Qui a Cerignola abbiamo Marianna (Longo, proprietaria della libreria ‘L’albero dei fichi’, ndr), che è specializzata per un pubblico di bambini ed ha creato in questo senso “un piccolo paradiso”. Io vorrei creare lo stesso ambiente, ma per un target più esteso. Voglio dare alla comunità la possibilità di avere un posticino diverso rispetto agli altri, dove viene messo al centro il libro. Dopo ‘L’albero dei fichi’ e ‘BiBlyos’, di posti del genere a Cerignola non ce n’erano più. In un paese di 60mila abitanti questo non va bene. Creare un posticino di questo tipo credo sia un bene, il contributo che do è culturale. Ho una bambina di 8 anni ed è bello dare a lei, come a tutti, un posticino come questo, che aiuti a crescere. Parliamoci chiaro: abbiamo i libri scolastici, ma un’alternativa c’è? In questo paese così grande abbiamo un sacco di bar, pizzerie, ristoranti, perché non avere in abbondanza anche l’offerta culturale?».

    Esposta l’offerta, è lecito pensare al tipo di risposta che la città è chiamata a dare: «Mi aspetto innanzitutto che la città mi aiuti ad andare avanti – confessa Laura – perché, a prescindere dall’idea, il libro è anche un prodotto e come tale si vende. La libreria è un’attività commerciale come tutte le altre, mi auguro di poterla mantenere. Il libro è una merce importante, che intendo come un patrimonio, un’eredità. Il libro è uno strumento di crescita, di arricchimento. Si conserva infinitamente più di una maglietta che, dopo aver indossato fino all’usura, si butta via. Il libro rimane lì, a disposizione anche di chi viene dopo di noi. Lascia sempre qualcosa, lo si può scegliere ma a volte capita che siano i libri a scegliere noi. Mi aspetto che all’inaugurazione di mercoledì ci sia molta gente, ma sarà col tempo che si vedrà la vera risposta del paese». In conclusione, Laura fornisce la sua piena disponibilità, auspicandone la possibilità, ad entrare in rete con il territorio: «Mi auguro di poterlo fare con le Istituzioni, con la scuola, avendone così tante qui. Cerignola può dare e allo stesso tempo può ricevere. Non dimentichiamo l’associazionismo! Abbiamo OltreBabele che si occupa da oltre dieci anni di promuovere la lettura, attraverso la Fiera del Libro. Io stessa provengo dall’associazionismo. Sei anni fa abbiamo creato l’associazione We Make, con un po’ di progetti che, prima della pandemia, sono stati itineranti. Con la nostra valigetta e i nostri libri, andavamo in giro per i quartieri della città a promuovere la lettura. È stata un’esperienza bellissima, che mi auguro di poter rifare. Le soddisfazioni sono state tante e spero di poter continuare in questo senso».

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