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    Parte da Catania l’era Raffaele: il Cerignola medita riscatto, pur in un impegno complicato

    I gialloblù con la nuova guida tecnica per mettersi alle spalle il momento difficile, etnei per allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica

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    Un battesimo per nulla agevole attende Giuseppe Raffaele, sulla panchina dell’Audace Cerignola: domani sera la sfida all’ex Catania, nell’anticipo del 32° turno del girone C di serie C. Si va in campo dopo una settimana iniziata con la separazione da Ivan Tisci e l’investitura del mister siciliano, il quale ha avuto pochi giorni per preparare l’incontro ma sufficienti per prendere confidenza con il gruppo e le risorse a disposizione. Il cambio della guida tecnica porta di per sé una scossa, così ci si aspetta almeno dal punto di vista caratteriale una reazione da parte dei calciatori ofantini, che saranno indubbiamente spronati a profondere ogni energia allo scopo di ben figurare. Le otto partite senza vittoria un fardello pesante da portarsi nella trasferta isolana, tuttavia le distanze dall’obiettivo playoff sono ancora minime e dunque si resta ampiamente in corsa per agganciare un posto nella griglia a fine campionato. Sette gare alla fine della regular season (quattro in casa, tre fuori) in cui cercare di raccogliere il massimo possibile e, contestualmente, iniziare a programmare il futuro, come sostenuto nella conferenza stampa di presentazione dello stesso Raffaele. Da un mese e mezzo a digiuno dal bottino pieno (ultima volta a fine gennaio con il Crotone), il Cerignola cerca soprattutto riscatto morale e di voglia, il rettangolo verde dirà se abbinato ad un risultato positivo.

    Difficile dire quale sarà la disposizione tattica dei gialloblù, anche se qualche indicazione si può accennare. Per questa occasione, è probabile resti immutata la difesa a quattro, più enigmatica la situazione negli altri reparti, si vedrà solo a distinte compilate se lo scacchiere sarà un 4-3-1-2 o un 4-3-3 puro. Di certo tornerà in mediana Capomaggio, scontata la squalifica, mentre nel pacchetto arretrato ci sarà il forfait di Allegrini, infortunatosi contro il Monopoli. Russo dovrebbe tornare a presidiare la corsia destra, davanti Vuthaj quasi certo di una maglia e se sarà tridente D’Andrea e Leonetti potrebbero affiancarlo.

    Un campionato decisamente sotto le attese per il Catania, al quindicesimo posto con 36 punti ed un bilancio complessivo di nove vittorie, nove pareggi e tredici sconfitte. Se il raggiungimento della finale della coppa Italia di categoria basterebbe a garantire il pass per la fase nazionale degli spareggi promozione, è pur vero che la zona playout dista appena quattro lunghezze e, quindi, bisogna allontanarsi da tale spauracchio. Esonerato anche Lucarelli dopo Tabbiani, c’è di nuovo Zeoli a guidare gli etnei (una sola affermazione negli ultimi dieci turni, peraltro con la Juve Stabia), così come accaduto al “Monterisi” un girone fa. Eppure anche il mercato di riparazione dei rossazzurri è stato di assoluto spessore, visti gli arrivi di Furlan, Kontek, Celli, Sturaro, Ndoj, Peralta, Costantino, Tello e Cianci solo per fare qualche nome. Malgrado una difesa fra le migliori del raggruppamento, il Catania sconta difficoltà in fase realizzativa: solo 30 le reti segnate (Di Carmine il miglior marcatore con sette centri), meglio solo di Brindisi e Virtus Francavilla. Il modulo dovrebbe essere il 4-3-3, impiegando la migliore formazione possibile, seppur martedì ci sia la finale d’andata a Padova: chiaro segnale di quanto ci si voglia allontanare dai bassifondi.

    Sarà il primo confronto al “Massimino”, unico precedente relativo alla gara d’andata che vide l’Audace prevalere 1-0 grazie alla firma di Malcore. Calcio d’inizio alle ore 20.45, con la direzione arbitrale affidata al sig. Castellone, della sezione di Napoli.

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