A Cerignola una sanità spezzata di gambe. Colpa della politica?

La sanità è da oltre un anno il tema caldo per eccellenza. Territorio di scontro-incontro per politica, stampa e opinione pubblica, oggi l’intero sistema sanità pugliese si avvia verso una nuova modificazione sostanziale, che toccherà anche Cerignola e il Tatarella. Nei prossimi giorni infatti verranno ridefinite le “abbondanti” piante organiche e di conseguenza si farà anche ordine, nella confusione destata dalla delibera 2144, il provvedimento, per intenderci, con cui Rocco Dalessandro è stato rimosso dalla carica occupata negli ultimi anni. Carica che Dalessandro ha coperto da facente funzione per mancanza di un titolare e per il lungo protrarsi delle procedure concorsuali, in cui peraltro pare non compaia alcun nome di Cerignola.

L’Ortopedia e la politica – Il problema però, nonostante il cambio al vertice, rimane sempre l’ortopedia, sopratutto per la politica, occupata a far confronti tra Cerignola e Manfredonia, città in cui i relativi reparti erano fino a qualche giorno fa nelle medesime condizioni apparenti. In questo ci vede bene il Movimento Politico La Cicogna che nel proprio foglio di informazione settimanale di oggi richiama i politici stessi a non costruire polemiche ed agire «in difesa di Cerignola e basta; senza inutili incertezze e tentazioni di strumentalizzazioni, in base alle quali il centrodestra parla contro Vendola, il centrosinistra contro Fitto». A fronte di ciò non si comprende come mai nello stesso pezzo si legga: «Se un solo ortopedico era disponibile, questo doveva essere allocato presso il Tatarella». Quasi a vantare una presunta priorità del nosocomio cerignolano che lascia quantomeno perplessi, se si considera che già nei giorni scorsi più volte i comitati contro la chiusura dell’Ospedale Lastaria di Lucera si erano scagliati contro i “favoritismi” al Tatarella, proprio ad opera di Elena Gentile, nome sempre utile da tirare in ballo quando si parla del presidio cerignolano. Tuttavia il futuro di Ortopedia verrà scritto nei prossimi giorni, sperando che un nuovo medico basti a ripristinare almeno le funzioni minime.

Lo scenario futuro – Oltre alle nuove piante organiche, verranno naturali nuovi provvedimenti di proroga, a medici e infermieri. La nuova dirigenza del Tatarella avrà di sicuro vita difficile, in un nosocomio che vede crescere quotidianamente il proprio bacino di utenza, sia per gli effetti della razionalizzazione alla spesa sia per la presenza di nuova utenza, sopratutto immigrati, in un territorio che abbraccia anche le città limitrofe. Se potevamo parlare fino a qualche giorno fa di “sanità spezzata di gambe” oggi sembra giunta l’ora della sanità ingessata. Sarà questa la via della guarigione?

Gennaro Balzano
Gennaro Balzano
Giornalista, corrispondente da Cerignola per La Gazzetta del Mezzogiorno, insegna nella scuola primaria. Collabora con l'Università di Bari ed è consulente in comunicazione in diversi progetti.

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7 COMMENTS

  1. No! La strada migliore è l’azzeramento totale dell’organico attuale e una sua comPleta ridefinizione ad opera di una commissione tecnica esterna scollegata dalla politica. Questa dovrebbe essere una delle opzioni al vaglio di Monti per una riforma completa della sanità, ovviamente non solo paesana ma a livello nazionale per cancellare i danni fatti dalle politiche precedenti!

  2. La sanità si fa solo facendo emergere le numerose professionalità presenti nel nostro presidio. La politica tutta deve fare non un passo indietro, ma km di passi indietro. Purtroppo in questi anni, il presidio Tatarella, si è riempito di pupazzi al soldo del politico locale o meglio del politico regionale. Ad esempio, ci sono primari e non solo “notizie riportate anche dalla stampa nazionale” che sono arrivati a Cerignola, perchè di appartenenza a Sel oppure al PD, questo è un dato di fatto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, l’inettitudine di questi soggetti è palese. Sono incapaci, inadeguati, non hanno palle sotto, come si dice a cerignola, per prendere una decisione, vanno mur, mur……….in breve, “non servn a nint”. Come d’altronde era anche l’ex dirigente sanitario f.f. di presidio. Dunque se la sanità dovrebbe ripertire da questi soggetti, io vedo per il nostro P.O., un futuro molto, molto difficile. Ormai il cittadino di Cerignola, ha perso fiducia del nostro P.O. e si rivolge sempre più spesso in altre strutture sanitarie.

  3. Riforma del servizio sanitaro. La sanità non puó essere gestita dallo stato. Vogliamo la sanità privata perchè ormai tutti ci rivolgiamo a strutture private per visite ed analisi! I politici infami smetterebbero di mangiare a sbafo sulle nostre malattie e i medici inetti non esisterebbero più e cosa non meno importante saremo curati a dovere!

  4. la politica inquina tutto ciò che tocca…si lasci lavorare chi lavora con capacità ed onestà, un sistema corretto espellerebbe automaticamente chi non fà il suo dovere. Ma questa è utopia pura, la realtà è altra: progredisce in carriera solo chi è legato a qualche partito.
    E’ così, e così resterà…cambierà il politico di riferimento, ma il sistema resterà lo stesso. La sanità fa ingrassare..e tanto!!

  5. “Ad esempio, ci sono primari e non solo, notizie riportate anche dalla stampa nazionale, che sono arrivati a Cerignola, perchè di appartenenza a Sel oppure al PD, questo è un dato di fatto”.

    Mi auguro che “solo per puntualizzare!!!!!!!” si sia recato presso gli uffici della Procura della Repubblica con sottobraccio un fascicolo pieno di questi “dati di fatto” per denunciare le presunte nomine pilotate presso il Tatarella.
    Altrimenti qualunque primario del nostro ospedale potrebbe citare in giudizio proprio il nostro “solo per puntualizzare!!!!!!!” per diffamazione e ingiuria, e sarebbe un peccato.

  6. Come già sottolineato in un altro post, ribadisco che la rimozione di Dalessandro non porta alla nomina di un nuovo direttore sanitario f.f. ne tantomeno all’emanazione di un nuovo bando di concorso per l’individuazione del nuovo dirigente effettivo.

    Cerignola passa direttamente sotto Lucera, il dir.sanitario di Lucera diventa automaticamente quello di Cerignola per via di un accorpamento di uffici. Come se fosse nominato sindaco di una piccola città qualcuno che in quella città non ci è mai stato. Vi rendete conto delle conseguenze?

    Non mi interessa davvero difendere Dalessandro, ma almeno qualcuno con cui lamentarsi e a cui attribuire tutte le responsabilità c’era. Adesso bisognerà andare a Lucera per lamentarsi.

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