Carlos Alcaraz non giocherà Wimbledon e la notizia scuote il pubblico in uno dei momenti più delicati della stagione, purtroppo a ridosso della notizia dei recenti miglioramenti fisici durante il corso degli allenamenti. Il tennista Spagnolo ha annunciato che salterà tutta la tournée sull’erba, Queen’s compreso, a causa delle condizioni di salute del suo polso destro. La decisione è dolorosa per ciò che Londra rappresenta nella sua carriera, ma appare anche coerente se si guarda oltre il calendario immediato. Un ritorno forzato potrebbe trasformare quello che è un fastidio sotto controllo in un problema più serio e di più lunga durata, specie per un giocatore con ancora davanti una lunghissima carriera.
Una rinuncia che parla più di prudenza che di allarme
Secondo quanto dichiarato alla stampa, Alcaraz si sente meglio, procede nel recupero delle sue condizioni migliori ma nonostante ciò non è ancora pronto per giocare al livello che il torneo richiede. Nonostante il tam tam mediatico dei fan, quanto dichiarato dallo sportivo è una forte dimostrazione di maturità sportiva rispetto a un segnale d’allarme di qualche tipo. Le motivazioni hanno poi anche una radice tecnica: su una superficie come l’erba, gli appoggi sono più instabili, i punti si risolvono con meno margine e questo costringe il corpo degli sportivi a reazioni più brusche, le stesse che possono porre sotto importante stress le articolazioni. Per questo motivo, tornare prima di essere pronto avrebbe comportato un rischio troppo alto.
Il polso destro può condizionare il resto del calendario?
L’infortunio al polso destro è comparso durante il Conde de Godó, ad aprile, e da allora ha condizionato tutta la programmazione dei tornei con Alcaraz partecipante. Il giocatore spagnolo ha già saltato Madrid, Roma e Roland Garros, tornei in cui le quote lo indicavano tra i grandi favoriti prima che la tabella di marcia venisse modificata bruscamente. Questa serie di assenze rende lo stop uno dei periodi più delicati della sua carriera, soprattutto perché arriva in una fase dell’anno in cui difendeva molti punti e in cui aveva costruito una parte importante del suo prestigio recente. Di tutte le tipologie di infortuni per un tennista, quello al posto appartiene a un’altra categoria perché tale articolazione viene messa incredibilmente sotto sforzo durante le partite. Ogni servizio, ogni dritto in corsa, ogni risposta bloccata e ogni colpo difensivo richiedono fiducia assoluta nella zona interessata. Per questo, rientrare troppo presto può trasformarsi in una trappola molto costosa. L’assenza di Alcaraz cambia completamente lo scenario del torneo di Wimbledon, viste anche le vittorie del giocatore durante il corso del 2023/2024 e la finale a cui ha partecipato durante il corso del 2025. Per il pubblico italiano, questa modifica fa immediatamente pensare all’altro grande astro del tennis mondiale, Jannik Sinner, che però resta ancora al al centro della conversazione sui favoriti nei pronostici tennis. La rivalità tra i due è diventata uno dei grandi motori del tennis attuale e, senza Alcaraz, il torneo perde una parte importante di quel duello generazionale che rendeva ogni incrocio tra loro ancora più atteso.
Alcaraz può tornare a giocare in occasione dei tornei americani?
Con Wimbledon fuori dai programmi, il calendario guarda ora al cemento nordamericano, con Montreal e Cincinnati come possibili tappe di rientro prima dello US Open. Questo percorso avrebbe più senso dal punto di vista fisico e competitivo, perché permetterebbe ad Alcaraz di passare dalla riabilitazione ad allenamenti più intensi e misurare la propria evoluzione senza che ci siano di mezzo tutte le ansie legate a un torneo importante ed estremamente competitivo come Wimbledon. Nulla garantisce che il rientro avvenga in una data precisa, ed è proprio qui che si trova una delle chiavi del caso. L’ambiente di Alcaraz sembra aver scelto una strada meno spettacolare, ma più intelligente, che consiste nel non mettere il calendario davanti al corpo.



