Un nuovo, intenso momento di riflessione ha arricchito l’annuale percorso educativo dell’Istituto Comprensivo “Carducci-Paolillo”, che il 12 febbraio, presso l’Aula Consiliare del Comune di Cerignola, ha ospitato l’incontro performativo “Ninna nanne nel fango e canti nel vento”, inserito nelle iniziative della Settimana della Memoria.
Dopo aver accolto negli anni scorsi testimoni e studiosi di primo piano come Maria Pia Bernicchia, Nando Tagliacozzo, Valeria Traversi e Titti Marrone, la Scuola Secondaria di primo grado ha proseguito il proprio itinerario educativo sulla Shoah dialogando con il prof. Francesco Lotoro — pianista, compositore, direttore d’orchestra e docente del Conservatorio di Bari — figura di riferimento internazionale per la ricerca sulla musica concentrazionaria. Da oltre trent’anni, infatti, Lotoro conduce una straordinaria opera di recupero, studio e valorizzazione delle composizioni nate nei campi di concentramento e nei luoghi di prigionia tra il 1933 e il 1953, restituendo dignità sonora alle voci che la storia ha tentato di cancellare. L’evento ha intrecciato parole, suoni e testimonianze in un percorso emotivo e conoscitivo che ha condotto simbolicamente i partecipanti dai ghetti fino ad Auschwitz e oltre. La musica, in questo itinerario narrativo, è emersa come spazio di resistenza interiore e come linguaggio universale capace di custodire memoria, protezione e speranza anche nelle condizioni più estreme. Ne è scaturita una riflessione condivisa sul valore etico del ricordare e sulla responsabilità contemporanea di non restare indifferenti davanti alle ingiustizie e ai conflitti del presente.
Patrocinata dal Comune di Cerignola, l’iniziativa ha visto la partecipazione attiva dell’orchestra e del coro “Carducci-Paolillo”, diretti dal M° Vincenzo Raddato, e il coinvolgimento trasversale dei diversi dipartimenti disciplinari dell’istituto. Proprio questa dimensione corale ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’esperienza: la memoria non come contenuto da trasmettere, ma come pratica educativa vissuta, condivisa e interiorizzata. L’incontro ha confermato il ruolo della scuola come presidio culturale e civile capace di trasformare la commemorazione in formazione critica, e la conoscenza storica in consapevolezza morale. In un tempo segnato da nuove fragilità globali, iniziative come questa mostrano come educare alla memoria significhi, in realtà, educare alla responsabilità verso il futuro.


