Passate le Provinciali di Capitanata, Cerignola comincia a pensare alle elezioni che vedranno decretare la prossima amministrazione. Sebbene manchino ancora ufficialità e candidature definitive, gli schieramenti iniziano a prendere forma tra suggestioni, strategie e tensioni interne. E certi contorni opachi diventano nitidi anche dopo le consultazioni per Palazzo Dogana.
Sul fronte del centrosinistra prende quota un’ipotesi che, fino a qualche settimana fa, appariva solo come una semplice suggestione: una sfida tutta al femminile. Si fa sempre più insistente l’idea di puntare su profili femminili, ritenuti capaci di intercettare consenso trasversale e incarnare un rinnovamento – stavolta – apparentemente vero. Non ci sono ancora nomi ufficiali, ma il ragionamento è chiaro: costruire una candidatura autorevole, con forte radicamento territoriale e capacità di sintesi tra le diverse anime della coalizione. Una compagine della quale non farà parte dichiaratamente il gruppo di Tommaso Sgarro (se del centrosinistra farà parte il locale Pd).
Nel centrodestra l’elemento decisivo resta l’enigma politico legato a Franco Metta e al suo bacino civico. La questione è strategica: si andrà verso una coalizione unitaria, capace di mettere insieme partiti e civici sotto un’unica candidatura, oppure si assisterà a nuove frammentazioni? In questo scenario pesa la posizione della segreteria locale di Fratelli d’Italia, che al momento non appare pienamente allineata con l’ipotesi di un’alleanza organica con Metta. Un eventuale mancato accordo aprirebbe a due coalizioni e due candidati distinti nell’area di centrodestra, con il rischio concreto di disperdere e sciupare consenso, favorendo gli avversari.
La sintesi politica, al momento, appare tutt’altro che scontata. A sinistra come a destra, infatti, l’ipotesi di un doppio candidato non è da escludere. Il quadro resta dunque fluido. Il centrosinistra, dopo un’esperienza amministrativa non propriamente esaltante, lavora a una proposta simbolicamente forte; mentre il centrodestra è chiamato a sciogliere nodi interni tutt’altro che secondari. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se prevarrà la logica dell’unità o quella della competizione interna. Una cosa è certa: la corsa alla guida di Cerignola è già iniziata, anche se ancora lontana dai riflettori ufficiali. E si giocherà, ancora una volta, tutta sugli equilibri politici locali, i diktat foggiani e le ambizioni personali, più che su una visione condivisa per il futuro della città.



