Nuovo duro colpo alle bande specializzate negli assalti ai bancomat: il blitz è in corso in queste ore. Sei persone originarie del Foggiano, tra Cerignola, Foggia e San Severo, sono finite al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Teramo in seguito a un tentato colpo avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 marzo scorso a Colonnella, in Abruzzo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito con una pianificazione dettagliata, utilizzando due auto e strumenti ritenuti compatibili con la cosiddetta tecnica della “marmotta”, il metodo esplosivo impiegato per far saltare gli sportelli Atm e le casse continue.
L’obiettivo iniziale sarebbe stato uno sportello bancario della zona, ma la presenza di sistemi di sicurezza e le difficoltà operative avrebbero costretto il commando a modificare il piano nel corso della notte. La banda si sarebbe quindi diretta verso un ufficio postale, dove sarebbe stato tentato un secondo assalto mediante l’inserimento dell’ordigno nella fessura del bancomat. Anche questo tentativo, però, non avrebbe prodotto il bottino sperato. Dopo la deflagrazione e i danni provocati alla struttura, il gruppo avrebbe deciso di fuggire rapidamente imboccando l’autostrada A14 per far perdere le proprie tracce.
Determinante per l’inchiesta il lavoro investigativo svolto dai carabinieri attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei sistemi di lettura targhe, dei tracciati gps e dei tabulati telefonici. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire i movimenti delle vetture utilizzate e di attribuire ruoli specifici ai componenti della presunta organizzazione. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori anche il furto di un’auto avvenuto poche ore prima del raid, mezzo che sarebbe poi stato impiegato durante l’azione criminale. Secondo gli inquirenti, il gruppo operava con modalità organizzate e compiti ben definiti tra autisti, vedette ed esecutori materiali.
Nel provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria viene evidenziata la presunta elevata pericolosità del sodalizio e il rischio di reiterazione dei reati, in un contesto investigativo che continua a monitorare il fenomeno degli assalti ai bancomat, particolarmente diffuso negli ultimi anni in diverse regioni italiane. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati legati al tentato furto aggravato, alla ricettazione e all’utilizzo di materiale esplodente. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.




Tutto molto dettagliato e stupefacente.
Peccato che a causa delle leggi cambiate dai partiti associazioni a delinquere, questi escono o neanche ci entrano in prigione.
Bisogna cacciare gli abusivi in parlamento, far eleggere figure oneste e capaci, poi modificare le leggi che devono essere efficaci con certezza della pena. Senza nessun attenuante o sconti di presunte buone condotte.
All’estero, in molti stati, per reati identici o minori di questi, buttano la chiave. Qua gli danno il premio con tante scuse.