Assoambulanti Cerignola si unisce alla ferma protesta di Assoambulanti Nazionale in merito alle notizie di stampa che collocano il commercio ambulante ai vertici dell’evasione fiscale. L’Associazione contesta radicalmente i parametri di valutazione utilizzati, evidenziando come i dati reali descrivano uno scenario opposto: non un paradiso fiscale, ma un comparto in profonda crisi e in costante contrazione. La flessione degli indicatori fiscali non è sinonimo di infedeltà, bensì il riflesso di una drammatica congiuntura economica. I dati dell’ultimo decennio (2014-2026) parlano chiaro:
- Livello Nazionale: Le imprese attive sono scese da 190.000 a 148.000 (-22,4%). È scomparsa più di una attività su cinque, complici l’e-commerce e le incertezze normative (Direttiva Bolkestein). Il settore non-alimentare (abbigliamento/calzature) registra picchi del -55%.
- Livello Regionale: La Puglia resta tra le prime regioni per densità di mercati, ma accusa il colpo passando da 18.500 a 15.500 operatori (-15,7%). Nella Provincia di Foggia si assiste a una forte desertificazione dei piccoli centri, con una perdita del -17,5% delle licenze.
A Cerignola la situazione è ancora più critica. Il mercato settimanale del mercoledì – storicamente un punto di riferimento capace di attrarre utenza dalle province limitrofe e dalla Basilicata – sta vivendo un’emorragia silenziosa. Negli ultimi dieci/quindici anni, gli operatori regolari autorizzati sono crollati da 400 a circa 230/250 attivi, segnando una contrazione superiore al 30%. A determinare questo collasso concorrono tre fattori principali:
1. Crollo del valore delle licenze: una concessione che dieci anni fa valeva mediamente 30.000 euro, oggi è scesa sotto i 2.000/3.000 euro se non addirittura 0, azzerando il ricambio generazionale.
2. Costi di gestione e burocrazia: l’impennata dei prezzi di carburanti, furgoni e merci ha ridotto i margini di profitto alla pura sussistenza.
3. Abusivismo: la pressione del commercio irregolare danneggia gli operatori che pagano regolarmente tasse e canoni di occupazione del suolo pubblico.
Dalla lettura di questi dati non sembrerebbe che, questa categoria, sia il settore numero uno in Italia per evasione, se un evasione invece c’è, è l’evasione da questo mestiere, che andrebbe assistito e tutelato per i benefici che apporta.
Assoambulanti non difende l’illegalità e sostiene i processi di trasparenza, ma esige rispetto per una categoria che funge da vero e proprio ammortizzatore sociale:
– Calmiere naturale contro l’inflazione: grazie alla filiera corta e all’assenza dei costi fissi della GDO, i mercati difendono il bpotere d’acquisto delle famiglie sui beni di prima necessità.
– Infrastruttura di Welfare: i mercati sono il punto di riferimento primario per le fasce sociali più deboli, come pensionati e monoreddito.
– Micro-sussistenza: parliamo, per lo più, di ditte individuali e imprese familiari che lottano quotidianamente per il reddito minimo vitale. Definirle “evasori strategici” è una distorsione della brealtà.
L’analisi dei mercati rionali di Cerignola evidenzia il declino: la storicità di Via Osteria Ducale è ormai un ricordo, Vico 3° Melfi è diventato un centro sociale per anziani, Via Vittorio Veneto/Viale Sant’Antonio versano in condizioni critiche. L’unica eccezione è Via Sicilia, grazie a una minima innovazione merceologica. E cosa dire del mercato settimanale!!!. Il Presidente di Assoambulanti Cerignola, Carlo Simone, lancia un grido d’allarme e una precisa richiesta alle istituzioni: “Non stiamo perdendo solo imprese, stiamo perdendo pezzi della nostra identità e della sicurezza sociale. Chiediamo subito l’apertura di un tavolo di crisi comunale. Servono agevolazioni fiscali sui canoni d’occupazione, un piano serio di contrasto all’abusivismo e la riqualificazione urgente delle aree mercatali. Alla Politica con la P maiuscola vogliamo ricordare un principio fondamentale: “quando si spegne un mercato, si spegne la città”.



