Bonito chiude alla ricandidatura e attacca civismo e “trasformisti”. Sgarro replica: «In questi anni non ne ha presa una»

La corsa verso le prossime elezioni amministrative di Cerignola comincia ad entrare nel vivo e, questa volta, il confronto si consuma all’interno dello stesso campo politico che ha sostenuto l’esperienza amministrativa iniziata nel 2021. A rompere gli indugi è il sindaco Francesco Bonito che, attraverso un videomessaggio rivolto alla città, ha confermato una decisione già annunciata in passato: non sarà candidato per un secondo mandato. «Non correrò alle prossime elezioni per un secondo mandato, come ho promesso all’atto del mio insediamento», ha spiegato il primo cittadino, sostenendo che sia arrivato il momento di affidare il governo della città ad una nuova generazione.

Ma il passaggio politicamente più significativo dell’intervento riguarda soprattutto ciò che verrà dopo Bonito. Il sindaco ha infatti espresso un giudizio particolarmente severo sull’attuale scenario politico cittadino, parlando di una politica segnata dai «trasformisti» e arrivando a definire il civismo come «l’espressione peggiore della politica». Netto, chiaro e deciso il giudizio negativo su Tommaso Sgarro.

Bonito, pur escludendo una propria candidatura, non sembra infatti intenzionato a restare fuori dalla costruzione del futuro assetto politico. Ha annunciato che continuerà ad impegnarsi per garantire continuità all’esperienza di governo e ha proposto una conferenza programmatica con l’obiettivo, ambizioso, di immaginare «la Cerignola dei prossimi 20 anni».

A stretto giro arriva però la replica di Tommaso Sgarro, che sposta immediatamente il confronto tanto sul piano politico quanto su quello dell’opportunità del momento scelto dal sindaco per intervenire. «Nel giorno in cui a Cerignola salta l’ennesimo bancomat il sindaco Bonito trova il tempo per fare un video contro di me e una parte del centrosinistra. È la testimonianza chiara di una cosa: in questi anni non ne ha presa una, neanche sulle tempistiche di video sui social. Peccato».

Il riferimento è all’assalto avvenuto nella notte alla filiale Credem di corso Aldo Moro, dove un commando ha fatto esplodere lo sportello automatico provocando ingenti danni alla struttura. Un episodio che ha riportato ancora una volta al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza.

Ma è nella seconda parte della replica che Sgarro prova a delineare la posizione politica del fronte che si sta muovendo in vista delle amministrative. «In questo momento noi stiamo provando a ragionare nell’interesse di Cerignola, mettendo da parte le personali ambizioni. Non trovo cosa più alta per provare a dare ancora senso alla politica in una città oramai martoriata».

Lo scontro, dunque, sembra andare ben oltre la polemica personale. Da una parte Bonito rivendica la continuità politica e amministrativa dell’esperienza iniziata nel 2021 – quella di cui Sgarro non ha mai fatto parte, nonostante l’appoggio al ballottaggio -, critica apertamente civismo e trasformismo e chiede che il futuro centrosinistra mantenga una precisa identità politica. Dall’altra Sgarro rivendica un percorso che dovrebbe mettere da parte le ambizioni personali per costruire una proposta più ampia nell’interesse della città. La partita per il dopo-Bonito, insomma, è ormai cominciata. E prima ancora di individuare nomi e candidature, il confronto sembra destinato a giocarsi sulla stessa definizione del perimetro politico e delle alleanze con cui presentarsi agli elettori.

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