Negli ultimi giorni, Cerignola è tornata a fare i conti con una preoccupante sequenza di episodi criminali che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana. Tra aggressioni, colpi d’arma da fuoco e atti di violenza improvvisa, il clima percepito da molti cittadini non è bello, alimentato da fatti ravvicinati nel tempo. Gli ultimi episodi, alcuni dei quali verificatisi in pieno centro e in orari serali, raccontano di una criminalità che non teme più l’esposizione pubblica. Atti spesso maturati in contesti apparentemente ordinari – come dissidi personali o piccoli incidenti stradali – si trasformano in episodi violenti. Le forze dell’ordine, in particolare la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, hanno intensificato i controlli sul territorio, avviando indagini per ricostruire dinamiche e responsabilità. Tuttavia, al di là della risposta repressiva, emerge con forza una domanda più profonda: cosa sta accadendo – o forse cosa non è cambia – nel tessuto sociale cittadino?
Non si tratta soltanto di singoli episodi isolati. La loro concentrazione temporale suggerisce una fragilità diffusa, in cui tensioni latenti trovano sfogo in forme sempre più violente. La dimensione quotidiana – il condominio, la strada, il luogo di lavoro – diventa così spazio di conflitto, che – paradossalmente – travalica la dimensione strettamente criminale. In questo scenario, la sicurezza non può essere letta esclusivamente come questione di ordine pubblico. È anche, e forse soprattutto, una questione culturale. Serve ricostruire legami sociali, promuovere una cultura della legalità e intervenire sui contesti di marginalità che spesso alimentano questi fenomeni.
La città, intanto, osserva con preoccupazione. I cittadini chiedono maggiore presenza dello Stato, ma anche risposte strutturali che vadano oltre l’emergenza. Perché se è vero che la repressione è necessaria, è altrettanto evidente che da sola non basta. Cerignola si trova oggi davanti a un bivio: continuare a rincorrere gli eventi o – finalmente – investire in una strategia più ampia, capace di coniugare sicurezza, prevenzione e coesione sociale?




La colpa principale è della disinformazione nei telegiornali e programmi pollaio. Tali finti giornalisti a libro paga dei politici, che usano i nostri soldi, mettono le categorie contro. Si sente parlare di femminicidio! Termine e reato che non esiste. Serve solo a mettere donne contro uomini. Se governi creando paura e caos, nessuno ti disturba mentre rubi e abusi del tuo incarico per comodi tuoi. Ecco chi avete votato.
Mescolare la criminalità di strada a Cerignola con i palinsesti televisivi e la politica nazionale è un esercizio di confusione mentale.
Dire che il femminicidio ‘non esiste’ è un’ignoranza giuridica: la Legge 119/2013 e il successivo Codice Rosso (Legge 69/2019) definiscono chiaramente aggravanti e tutele specifiche nel nostro ordinamento. Ma soprattutto, cosa c’entra questo con le sparatorie e le aggressioni in centro?
La violenza criminale che stiamo vivendo qui è un problema concreto di sicurezza urbana e tessuto sociale degradato, non un complotto dei ‘programmi pollaio’. Usare questi argomenti per fare propaganda politica da bar non solo è fuori tema, ma offende chi a Cerignola vive nella paura e chiede soluzioni reali alle istituzioni, non teorie sui giornalisti a libro paga.
Mescolare la criminalità di strada a Cerignola con i palinsesti televisivi e la politica nazionale è un esercizio di confusione mentale.
Dire che il femminicidio ‘non esiste’ è un’ignoranza giuridica: la Legge 119/2013 e il successivo Codice Rosso (Legge 69/2019) definiscono chiaramente aggravanti e tutele specifiche nel nostro ordinamento. Ma soprattutto, cosa c’entra questo con le sparatorie e le aggressioni in centro?
La violenza criminale che stiamo vivendo qui è un problema concreto di sicurezza urbana e tessuto sociale degradato, non un complotto dei ‘programmi pollaio’. Usare questi argomenti per fare propaganda politica da bar non solo è fuori tema, ma offende chi a Cerignola vive nella paura e chiede soluzioni reali alle istituzioni, non teorie sui giornalisti a libro paga.
@saby Sei l’ennesimo servetto volenteroso dei parassiti a spese nostre, (o il Parassita stesso). Mescolare? E’ la verità! La tv e la disinformazione, crea caos voluto, per mal governare senza impedimenti. Cosi puoi rubare impunemente, perchè la gente è occupata a scannarsi a vicenda.
Se mancano gli organici nelle forze dell’ordine, è una cosa voluta apposta.
@seby, il tuo cervello, è minuscolo e limitatissimo, non comprende certi discorsi. Vai a fare ricotta altrove.
La soluzione deve essere drastica! (Bisogna cacciare/cacciarti) ad ogni livello (Locale e Nazionale) tutti i politicanti e funzionari, che non stanno facendo il lavoro per cui sono stati votati e scelti.
Non ammissibile che si rubi lo stipendio senza fare il lavoro che ti compete. Lascia il posto a chi tiene veramente al bene della collettività.