Un episodio riprovevole, una brutta e degradante pagina è quella a cui si è assistito nella mattinata di ieri, nel pieno centro del comune ofantino. Un pellegrino della Via Francigena, 83enne, giunto nel Basso Tavoliere dal lontano Trentino, è stato vittima di un furto con modalità che hanno del vergognoso. A denunciare l’accaduto è la Pro Loco di Cerignola, in prima linea nella promozione del territorio anche attraverso un costante operato di accoglienza dei pellegrini, sulla sua pagina Facebook: «Adriano, 83 anni, vedovo, è un pellegrino che dal Trentino sta percorrendo la via Francigena a piedi. Un pellegrino più che coraggioso, se alla sua venerabile età sceglie di sfidare fatica e maltempo per seguire un sogno e un ideale di bellezza e libertà, oltre che di fede. Stamattina (ieri, ndr) Adriano è arrivato a Cerignola, si è fermato al Duomo per ammirarlo da una panchina e lì è stato raggiunto da un ragazzo. Cerignolano (ve lo specifico prima che cominciate a puntare il dito contro gli immigrati), circa 30 anni, con la barba e la sigaretta accesa. Questo tizio prima gli ha chiesto dei soldi, poi ha strappato dal collo di Adriano la sua catenina d’oro. Alla catenina era agganciata una medaglietta con il nome di sua moglie, Elena, e purtroppo anche la sua fede nuziale. Sulla fede è incisa la scritta Adriano 1973, la loro data di nozze. Quando la fede è caduta a terra Adriano ha chiesto al balordo di restituirgliela, ma quel mostro se l’è portata via».
Il signor Adriano si è recato in Commissariato per denunciare l’increscioso accaduto e, come specificato ancora dalla Pro Loco, è stato subito accolto da una coppia di coniugi cerignolani i quali gli forniscono consolazione e il necessario supporto. Sul nome della città ancora una volta viene gettato discredito, il che non può che suscitare la rabbia e alimentare lo sdegno di quella sua parte che invece ogni giorno si rimbocca le maniche per provare a risollevarne le sorti. Un sentimento che è racchiuso nella seconda parte del post di denuncia della stessa Pro Loco: «Come si può cadere così in basso! Come si può vivere ogni giorno cercando di promuovere il bello, per poi ritrovarsi a sguazzare nei liquami che un manipolo di criminali produce. Quanto mi vergogno!». Infine, un appello alla parte sana della comunità: «Mi rivolgo ai compro oro. Per favore, se qualcuno vi porta una fede o una medaglietta con le incisioni che ho indicato, per favore, contattatemi. Vi rimborsa la Pro Loco, se necessario».



