Siamo un gruppo di avvocati e cittadini che, per ragioni professionali e personali, ogni giorno entra in contatto con uno dei problemi sociali e sanitari più dolorosi del nostro territorio: la dipendenza patologica. Dietro ogni persona affetta da dipendenza c’è molto spesso una famiglia che vive una situazione drammatica: continue richieste di denaro, conflitti, minacce, comportamenti violenti o autolesivi, accessi al Pronto Soccorso, interventi delle Forze dell’Ordine e, nei casi più gravi, procedimenti penali e detenzione. Sono conseguenze umane enormi, alle quali si aggiungono costi sociali e sanitari altrettanto rilevanti. Per molte persone, l’inserimento in una Comunità Terapeutica rappresenta una concreta possibilità di cura, recupero e reinserimento sociale, con costi spesso assai inferiori rispetto a quelli prodotti dall’abbandono della persona alla propria condizione di dipendenza. Eppure oggi, nella provincia di Foggia, assistiamo a una situazione paradossale: da una parte vi sono persone e famiglie che chiedono disperatamente aiuto; dall’altra vi sono strutture terapeutiche con posti disponibili che non possono accoglierle per insufficienza delle risorse destinate agli inserimenti.
Per il 2026 alla ASL di Foggia, che deve sostenere i costi degli inserimenti nelle Comunità Terapeutiche presenti sul territorio, è stato assegnato un budget inferiore del 40% rispetto al fabbisogno reale. Sul territorio provinciale sono presenti 5 Comunità Terapeutiche, per complessivi 117 posti disponibili. L’’insufficienza delle risorse ha determinato un grave rallentamento, se non una vera e propria paralisi, degli inserimenti. I SERD, pur prendendo in carico le persone affette da dipendenza e valutando la necessità del percorso residenziale, si trovano nell’impossibilità di disporre nuovi ingressi quando il budget disponibile è esaurito. E così rimangono senza risposta le richieste provenienti dalle persone interessate, dalle loro famiglie e, in numerosi casi, anche dall’Autorità giudiziaria. Dietro ogni inserimento che non parte c’è una persona. Ci sono famiglie che chiedono di non essere lasciate sole, ormai incapaci di gestire le conseguenze della dipendenza di un figlio, di un coniuge o di un familiare. Ci sono persone detenute per reati connessi alla propria condizione di dipendenza che chiedono di poter intraprendere un serio percorso terapeutico e riabilitativo. Ci sono persone che hanno finalmente maturato la decisione di curarsi, ma rischiano di perdere una possibilità preziosa perché il percorso terapeutico non può iniziare tempestivamente.
Nelle dipendenze il tempo è un elemento essenziale della cura. Quando una persona chiede aiuto, la risposta non può arrivare mesi dopo. Ancora più grave è la situazione della “doppia diagnosi”. Una particolare emergenza riguarda le persone che presentano contemporaneamente una dipendenza patologica e una patologia psichiatrica. Sono persone particolarmente fragili, che necessitano di strutture specializzate e di percorsi terapeutici complessi. In Puglia le Comunità specificamente dedicate alla doppia diagnosi sono pochissime e le liste di attesa sono estremamente lunghe. Anche i costi di questi inserimenti gravano sulle risorse destinate ai servizi per le dipendenze.
Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo che a chi vuole curarsi venga concretamente consentito di farlo. Chiediamo alla Regione Puglia:
– di integrare con urgenza le risorse destinate alla ASL di Foggia per gli inserimenti nelle Comunità Terapeutiche;
– di assicurare che il finanziamento sia parametrato al fabbisogno reale del territorio e non soltanto a limiti di spesa predeterminati;
– di adottare una misura straordinaria per gli inserimenti oggi bloccati;
– di affrontare specificamente l’emergenza della doppia diagnosi, aumentando i posti disponibili e le risorse dedicate;
– di istituire un tavolo urgente con Regione, ASL, SerD, Comunita Terapeutiche, rappresentanti delle famiglie e operatori del settore;
– di rendere pubblici e verificabili numeri delle richieste, tempi di attesa, posti disponibili e risorse effettivamente necessarie.
Chiediamo un intervento straordinario e immediato affinché la richiesta di aiuto delle persone affette da dipendenza e delle loro famiglie non rimanga inascoltata.



