Prosegue l’indagine su appalti e sponsorizzazioni che vede coinvolti a vario titolo amministratori pubblici e persone vicine all’Udas durante la presidenza del Sindaco di Cerignola Franco Metta. Una notizia diffusa da questo giornale a fine novembre scorso, quando comunicavamo, tra le altre cose, di un’ipotesi di reato per concussione. Si tratta di un’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza, su coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia. L’ipotesi di reato al vaglio dei due Pm Enrico Infante e Alessandra Fini è la concussione (reato del pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, ndr), perpetrata da due persone; inoltre sarebbero altri due i soggetti interessati per concorso. Questo almeno a inizio indagine.
Sarebbe però ad oggi giunto un avviso di proroga indagini per l’allora presidente Franco Metta, ma anche per il suo vice, nel sodalizio biancazzurro, Filippo De Luca. «E’ un’ipotesi di reato tanto grave, rischio 12 anni di carcere, quanto del tutto infondata – ha riferito il primo cittadino -. Tanto infondata da essere pretestuosa. Io che ho già sostenuto l’Udas, avrei chiesto di essere il titolare della società. Sono stato presidente senza esserne socio. Per cui io procacciavo sostegno economico e questo denaro veniva gestito da altri. La mia proposta scandalosa e concussiva è stata, se devo sostenere da solo il peso della società, devo avere anche il 51%. Proposta fatta legittimamente, senza nessun tipo di minaccia, che non abusa in nessun modo del mio potere di Sindaco e che fu respinta dai soci dell’Udas. Dopodiché l’Udas è fallita. Quindi avrei cercato di concutere per ottenere il controllo di una società sull’orlo del fallimento». In realtà Metta ha presieduto nel 2018 la società biancazzurra e si è dimesso a giugno dello stesso anno: il fallimento (della sola prima squadra, ndr) avvenne in estate, quando si certificò una debitoria – secondo quanto affermato a mezzo stampa dalla proprietà – che non aveva coperture. Un fatto che non permise l’iscrizione al campionato e che apri la strada ad azioni legali da parte di alcuni atleti e creditori.
Oggi Metta si difende e, in relazione alle indagini, punta il dito contro la Procura di Foggia: «La Procura di Foggia, senza notizia di reato, senza un sospetto, senza un indizio, ha puntato la mia persona e la mia amministrazione. Dato che le indagini penali non hanno portato come ovvio a nessun risultato, si è fatta richiesta di una indagine amministrativa nella quale le garanzie per chi è soggetto al controllo sono inferiori. Ma in quella commissione io ho fiducia perché quella commissione risponde al Prefetto Mariani». La Guardia di Finanza intanto sta verificando le gare d’appalto, Metta dal canto suo continua a depositare memorie al centro anche di alcuni video diffusi in rete.



