Donato Monopoli, il padre scrive a Parlamento e giudici: «Quanto vale la vita di un figlio?»

Giuseppe Monopoli, padre di Donato, ha scritto una lettera aperta a parlamentari e giudici dopo la sentenza bis sul procedimento per la morte del figlio. Donato, originario di Cerignola, aveva 25 anni quando morì nel 2019, dopo sette mesi di coma conseguenti al pestaggio subito il 6 ottobre 2018 davanti a una discoteca del Foggiano. Nel messaggio il padre ricostruisce il dolore della famiglia e il lungo percorso giudiziario seguito alla vicenda. «Vi scrivo da padre», afferma, ricordando i mesi trascorsi accanto al letto d’ospedale del figlio e la sua morte dopo le gravi conseguenze dell’aggressione. La lettera arriva dopo la sentenza emessa a luglio dalla Corte d’assise d’appello di Bari, in sede di rinvio disposto dalla Cassazione. I due imputati, Francesco Stallone e Michele Verderosa, sono stati condannati rispettivamente a 7 anni e 2 mesi e a 4 anni e 11 mesi. La corte ha confermato la qualificazione del reato come omicidio preterintenzionale.

La riduzione delle pene ha suscitato amarezza nella famiglia Monopoli. Il padre contesta in particolare il modo in cui, a suo giudizio, il dolore dei familiari viene considerato nei procedimenti giudiziari rispetto alle tutele e agli sconti riconosciuti agli imputati. Nella parte finale della lettera, Giuseppe Monopoli chiede ai parlamentari di ascoltare le famiglie delle vittime e di promuovere una riforma sul trattamento dei reati di questo tipo. «Mio figlio Donato non torna più», scrive, ponendo una domanda sul valore attribuito alla vita di una persona nei procedimenti penali.

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