ETF e risparmio retail in Italia: peso ridotto, ma opportunità in crescita

Ad oggi, gli ETF (Exchange Traded Fund) sono tra gli strumenti di investimento più accessibili anche se, in Italia, il loro peso sul risparmio amministrato retail è ancora relativamente contenuto, attestandosi intorno al 2%. Questo dato, riportato da una recente indagine CONSOB, mette in luce quelle che sono le potenzialità di questo strumento, ma anche tutte le sfide legate alla diffusione di questo strumento finanziario tra gli investitori privati. Gli ETF sono specifici strumenti del risparmio gestito, generalmente negoziati su mercati regolamentati fin dalla loro emissione primaria. Inizialmente questi ETF sono nati come strumenti di replica passiva, per poi adempiere al compito di replicare l’andamento di un benchmark specifico, offrendo così un’alternativa a basso costo agli investitori.

Sin dai primi anni del nuovo millennio, questo strumento è stato introdotto nei portafogli italiani, evolvendosi nel tempo fino alla nascita di nuovi strumenti con stili di gestione attiva che, pur mantenendo il legame con i sottostanti, introducono nuove strategie per soddisfare esigenze diversificate degli investitori. Sebbene gli ETF siano legati a una serie di vantaggi, tra cui i costi di gestione ridotti, diversificazione immediata e trasparenza, c’è da dire che lo strumento in Italia non è mai decollato. Il perché è determinato da una serie di fattori tra cui la scarsa educazione finanziaria. Capire cosa significa investire in ETF è il primo passo per comprendere se questo sia o meno lo strumento più adatto alle proprie esigenze. Consigliamo, quindi, di approfondire il tema con una panoramica offerta da Affari Miei che fa conoscere da vicino gli ETF, compresi quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi dello strumento. La scarsa alfabetizzazione finanziaria italiana fa sì che molti investitori non conoscano a fondo gli ETF, privilegiando così strumenti più tradizionali, come fondi comuni o obbligazioni.

Accanto a questo primo fattore c’è anche la tendenza dei consulenti finanziari tradizionali a orientare i clienti verso prodotti considerati più redditizi per le istituzioni che rappresentano, penalizzando la diffusione degli ETF. Inoltre, segnaliamo che potrebbero esserci problemi con l’accesso agli ETF, poiché il loro utilizzo richiede piattaforme di trading e una conoscenza base dei mercati finanziari. Anche in questo caso, quindi, l’educazione finanziaria si rivela la soluzione migliore. Alla luce di quanto detto, si deve notare che nell’ultimo periodo vi è un interesse crescente per questo strumento, il cui utilizzo è particolarmente diffuso tra i giovani investitori, attratti dalla semplicità e dalla trasparenza di questi strumenti. Anche l’attenzione crescente verso la sostenibilità ha dato impulso agli ETF ESG (Environmental, Social, Governance), che permettono di investire in linea con principi etici e ambientali.

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