“Il binario negato”, l’ultimo lavoro di Nicola Pergola presentato alla città

Il libro ricostruisce le vicende riguardanti il trentennio intercorso fra la notizia che la ferrovia non sarebbe passata per Cerignola e il fischio della prima locomotiva in città, con le ricadute dal punto di vista politico, economico e sociale

Un accurato lavoro di ricerca, condotto in gran parte sui documenti custoditi nell’Archivio Storico Comunale, e il generoso contributo di diversi studiosi di storia locale, i quali hanno fornito documenti fotografici inediti, fonti bibliografiche, cartoline d’epoca ed elaborazioni cartografiche: è la ricetta vincente che ha portato all’uscita dell’ultimo libro di Nicola Pergola, noto e instancabile storico e biblioteconomista cittadino, dal titolo «Il binario negato: per una storia del tronco ferroviario Cerignola-Cerignola Campagna». Il lavoro è stato presentato alla città in un partecipato incontro svoltosi nel pomeriggio di mercoledì 8 aprile, nei locali della nuova Biblioteca di Comunità, con l’introduzione della presidente della Pro Loco, Maria Vasciaveo. Nell’opera viene ripercorso quanto accaduto nel trentennio che va fra la notizia che la ferrovia non avrebbe attraversato il comune ofantino, fino al fischio per la prima locomotiva in città. Una storia che prende le mosse dal periodo immediatamente successivo all’Unità d’Italia: una fase di fermento anche per Cerignola, in cui ha visto sorgere il Duomo Tonti, l’Ospedale ‘Tommaso Russo’, l’Istituto scolastico Agrario e il Teatro Mercadante. E in quegli anni vede la luce l’infrastruttura ferroviaria, nel 1891, con il collaudo avvenuto in un giorno denso di significato per la comunità: l’8 settembre. Sembrò l’alba di qualcosa di molto importante, il cui tramonto però giunse già negli anni ’50 del secolo successivo.

«È un lavoro a cui pensavo da un po’. Nasce dal ricordo di una littorina su cui credo di aver viaggiato un paio di volte – racconta Nicola Pergola a lanotiziaweb.it -. C’era la volontà di approfondire su questo strano mezzo di trasporto, legato soprattutto agli zii che dal nord Italia scendevano per venirsi a fare l’estate qui. Ma soprattutto volevo fare luce sulle vicende di questa infrastruttura che, stranamente e terribilmente, è venuta a mancare. Non per farne una questione nostalgica, ma per ricostruire questo piccolo pezzo di storia locale che però ha delle inevitabili ricadute di ordine politico, economico, sociale. Ad esempio, attraverso quella rete si è avuta l’apertura della commercializzazione del grano e del vino di Cerignola». La scelta del titolo, perentorio, non è ovviamente casuale: «Solitamente mi diverto con i titoli dei libri che mi danno da curare – afferma l’autore -. Quest’ultimo mi sembra particolarmente azzeccato, dato che parliamo di un binario che non ci hanno voluto dare, che si fa fatica a pensare che sia costato qualcosa come 13 miliardi di lire. Fu un impegno notevole, quando invece con un semplice allungamento di 5 chilometri e 650 metri il treno avrebbe potuto fare da Foggia a Trinitapoli, passando per altri 5 comuni. Ma, come detto, questo treno ci è stato negato».

Fra le pieghe di questa storia, si scoprono delle curiosità che finiscono per stupire anche chi fa ricerca da una vita: «Mi ha colpito scoprire che la littorina sia nata proprio a Cerignola. Sappiamo tutti di che mezzo si tratta, perché si chiama così, cioè dal viaggio inaugurale fatto da Mussolini in quella che poi sarebbe diventata la città di Latina. Ma nessuno forse sa che è nata a Cerignola, dove è stata sperimentata fra il 1931 e il ’32. Ovviamente, desta curiosità anche tutto ciò che è legato alla ferrovia dei La Rochefoucald, la cosiddetta “sorellina” del nostro tronco ferroviario». In conclusione, su un eventuale input che questa ricerca sul passato può dare al presente e futuro del trasporto ferroviario nel nostro territorio, Pergola afferma: «Temo proprio che non ci sarà. Nel libro illustro il progetto di un signore, che si chiamava Vincenzo Caputi, che propose di eliminare quella grande curva che si vede in una delle mappe, quando il treno usciva da Cerignola per andare in rettilineo a Cerignola-Campagna. E propose di farlo quando erano stati buttati giù appena 2 chilometri di binari. Ma questo progetto non venne minimamente preso in considerazione. Quindi, se non ce l’hanno fatta un secolo e mezzo fa, non vedo come sia possibile riuscirci oggi».

Gioacchino Matrella
Gioacchino Matrella
Classe '86. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia presso l'Università degli Studi di Foggia. Amante del cinema d'autore, in particolare italiano. Collabora con lanotiziaweb.it dal 2016.

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