La risonanza dell’ampio progetto de “La porta della Felicità” non accenna a placarsi, e non poteva essere altrimenti dopo il grande successo riscosso dal musical andato in scena lo scorso gennaio. Il percorso quindi procede, dando nuovi frutti. L’ultimo è l’omonimo libro, un racconto didascalico multimediale sempre ad opera di Rosalba Cipollino, Francesco Quinto e Leonardo Lavecchia, con le illustrazioni di Michele Calvio. Il volume è stato presentato nella mattinata di ieri, nella sala teatro dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco-Cesare Battisti” di Cerignola, per uno degli incontri del ricco calendario della rassegna ‘Il Maggio dei libri’. L’evento è stato soprattutto occasione di interazione con i piccoli lettori, i principali destinatari dei diversi e importanti messaggi contenuti nell’opera, e che dovranno a loro volta diffondere. Oltre agli autori, l’incontro è stato presieduto dalla prof.ssa Teresa Lapiccirella, dirigente scolastico, dalla maestra Maria Teresa Traino, docente referente del progetto, dal dott. Pasquale Braschi, in rappresentanza della Biblioteca Comunale, e dal giovane Alessandro Filannino, il Virgilio dell’Inferno dantesco 2.0.
«Quest’anno, per ‘Il Maggio dei libri’, abbiamo deciso di fare qualcosa di più coinvolgente, che andasse oltre la semplice adozione di un libro – spiega la prof.ssa Lapiccirella -. Si è trattato della lettura di parti di questo libro da parte di tutti gli ordini del nostro Istituto, per un’idea di unità. Se lo scorso anno è stato fatto un percorso a tappe, adesso invece, con la maestra Traino, abbiamo unificato i percorsi di scuola dell’infanzia e primaria. Lo stesso contenuto studiato da diversi punti di vista, per coinvolgere tutti e aprire un dibattito che sfociasse in una summa di tutti i contributi, con la collaborazione degli insegnanti di entrambi gli ordini». L’origine dell’incontro con ‘La porta della Felicità’ è invece testimoniata dall’insegnante Traino: «Gli autori sono presenti nella nostra scuola già da qualche anno per il musical, che mette in scena quelle fragilità che sono così vicine al vissuto dei nostri alunni. È stato quindi facilissimo scegliere come tematica gli argomenti da loro proposti, in cui si immedesimano sia i piccoli che noi, come scuola periferica. Il principale spunto è stato l’amicizia che mi lega a Francesco Quinto fin dai banchi del liceo classico, contattato un giorno chiedendogli se del progetto esistesse anche un libro. La lettura è introspezione ed espressione delle emozioni che suscita. È stata data una tematica ad ogni interclasse, in modo che non andassero tutti sempre e solo in una direzione. Scuola dell’infanzia e primaria si sono unite in armoniosa continuità, facendo propri concetti importanti attraverso la lettura, le immagini e l’interpretazione dei ruoli. Ne è nato un messaggio di speranza, quello per cui da soli non si arriva da nessuna parte».
Non potevano esimersi dal dire la loro gli ideatori e autori dell’opera, nonché soprattutto custodi e portatori del sogno: «Il libro è il coronamento di tutto il progetto, che il 10 ottobre 2022 abbiamo presentato alla città – sottolinea Rosalba Cipollino -. ‘La porta della Felicità parla di umanità, si occupa di tutte quelle tematiche che appartengono agli esseri umani. Nessuno di noi autori ha parlato di problemi, eventi, fatti che non ha provato nella vita. C’è tutta l’esperienza e, come recita il detto popolare, ‘Vai dal patito, non dal saputo’. Soltanto impegnandosi nel superamento di un problema, di un dramma, si possono individuare quei codici per sopravvivere, restare vigili ed essere di aiuto agli altri. È sempre stato questo il nostro obiettivo». In conclusione è Leonardo Lavecchia a raccontare cos’abbia rappresentato ‘La porta della Felicità’, per gli altri e per lui: «Ho già raccontato come a coinvolgermi sia stato il mio caro amico Francesco Quinto. Oggi ci troviamo ad aver dato vita a questo sogno, affrontando diverse difficoltà ma spinti da un grande coraggio. Alla fine ce l’abbiamo fatta, il musical ha toccato i cuori di moltissime persone. Rosalba, Francesco ed io incontriamo spesso gente che ci ringrazia, senza neanche esporci quale problema abbia vissuto. Mi hanno commosso i ringraziamenti di persone che hanno testimoniato come la mia musica sia arrivata al cuore dei loro figli. Portare oggi questo messaggio nelle scuole è un’enorme soddisfazione. Uno dei temi importantissimi del progetto è quello dell’inclusione, in una società che tende ancora troppo ad escludere».



