La maggioranza perde pezzi, da 16 a 13 consiglieri in appena quattro anni. A fare il bilancio è proprio il Sindaco Francesco Bonito, che ha dedicato nell’ultimo consiglio comunale (dello scorso 13 marzo, alla fine rimandato per un malore della presidente Ditommaso) uno spazio ai “casi” Bellapianta, Giurato e, ultimo in ordine cronologico, Marinaro. Se il primo è oramai fuori da tempo, non è passato inosservato il comunicato stampa diffuso alcuni giorni fa, recante firma di Gino Giurato insieme all’ex sindaco Franco Metta. L’ex-dem, per Bonito è fuori dalla maggioranza. Come – sempre secondo il Sindaco – sarebbe fuori anche Enzo Marinaro, reo di non esser presente alla seduta.
Il sindaco non ha risparmiato critiche, passando in rassegna le vicende dei tre consiglieri, con un attacco frontale diretto. Le parole più dure sono state rivolte a Enzo Marinaro, peraltro suo parente. «Nonostante i miei inviti ripetuti a partecipare al consiglio comunale, perché eravamo soltanto in 13, giacché uno dei consiglieri comunali per una questione familiare già rappresentata settimane fa non era presente, anche questo consigliere comunale, eletto nella lista Bonito, nonostante la possibilità che il sindaco Bonito dovesse dare le dimissioni, perché se il bilancio non viene approvato le conseguenze politiche sono queste, non c’è. E spero che non venga più. Certamente non fa più parte della maggioranza. E certamente non avrà più rapporti con Francesco Bonito», ha tuonato l’ex-magistrato. Seppure è chiaro, lapalissiano, che il Sindaco non può mandar via dalla maggioranza un consigliere che si assenta per una seduta.
«La mia maggioranza contava 16 consiglieri comunali, oggi siamo rimasti in 13. Siamo 13 perché tre consiglieri della maggioranza, che non sarebbero mai entrati in aula, non fanno più parte della maggioranza. E non certo per ragioni nobili» puntualizza. «Bellapianta abbandonò la maggioranza perché le sue proposte assessorili non mi trovavano d’accordo. Oggi – ha aggiunto il sindaco – si propone in una lista civica di destra per il prossimo governo locale. Gino Giurato, dopo aver perso la battaglia per la presidenza del Consiglio comunale, lui che ha iniziato la sua vita politica con una tessera del Partito Comunista Italiano, che con quella tessera è riuscito ad assicurarsi il lavoro fino alla sua pensione, oggi approda a un comunicato firmato insieme al sindaco mandato a casa per infiltrazioni mafiose», ha affermato Bonito. Il sindaco ha quindi concluso con parole nette: «Molto bene Gino. Il tuo percorso politico non può certamente definirsi nobile. Sei partito da una tessera nobilissima di un partito che ha contribuito a fare la Costituzione italiana per arrivare al peggio della politica cittadina».
Infine, quasi con la formula di una sentenza – richiamando il suo passato da magistrato – Bonito ha chiuso il ragionamento con una dichiarazione perentoria: «sono tre persone che, sul piano politico, sono eticamente incompatibili con Francesco Bonito». Di certo il clima non è sereno, con 13 consiglieri si vive sulla graticola e, ovviamente, l’uscita del Sindaco non lascerà indifferenti Bellapianta e Giurato, ma soprattutto Marinaro.



