Metta: “grazie Elena”. Prove di dialogo nell’opposizione

Pubblichiamo di seguito una lettera del Consigliere Metta, in risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri, 14 ottobre, dall’Assessore Regionale Elena Gentile su L’attacco.

Cara Elena, grazie, innanzitutto, per aver avuto l’amabilità di ricordare ( L’ATTACCO di ieri 14 ottobre) che sono stato a lungo il Tuo avvocato. Io aggiungerei – sai che sono vanitoso – vincente, perché tali siamo usciti – io e Te – da ogni tenzone giudiziaria. Sono stato – lo ricorderai certamente – l’ascoltatissimo consigliere giuridico del Sindaco Gentile: attività di cui non v’è traccia nei mandati di pagamento comunali, in quanto – ricorderai anche questo – svolta sempre del tutto gratuitamente. Non nell’interesse del Sindaco, ma nell’interesse della città e della amica-sindaco! Grazie, di cuore. Altri non hanno avuto la Tua sensibilità . Ti rispondo brevemente e – spero – chiaramente.

Non ero il candidato in pectore del PDL: ero il candidato già scelto da Tatarella e Giannatempo. Ma conoscevo troppo bene Tatarella per non sapere che mi avrebbe mollato alla prima occasione propizia (per lui e per i Suoi imperscrutabili ed incomprensibili disegni). Quanto a Giannatempo, non gli ho MAI creduto. Nemmeno quando rispondeva ad una domanda tipo: “ che ore sono?”. Sapevo a priori che sarei dovuto andare da solo e così è stato. Collocandomi a pari distanza ( diciamo pari lontananza) dalla destra e dalla sinistra. Dialogare all’epoca con Te ? Assolutamente no! Sarebbe stato incomprensibile ed ingiustifiicabile. Una operazione di potere, in vista delle elezioni,  decisa a tavolino,  tra un uomo culturalmente di destra e lo schieramento opposto. Sarebbe stato giudicato un bieco trasformismo, qualunque fossero le intenzioni mie e Tue.
Adesso si può dialogare. Ora posso dialogare a 360 gradi, con la assessoressa Gentile e il Suo partito; come con una destra rinnovata, che abbia eliminato i suoi sette nani( in statura politica, morale, amministrativa e umana) per tornare ai reali valori della Destra.
Ora si, non prima. Ora che rappresento un fortissimo consenso elettorale. Ora che ho intorno a me una organizzazione ed una struttura, da fare invidia al vecchio PCI, altro che il nuovo PD. Ora che ho intorno una classe dirigente di livello e qualità assoluta. Ora che ho a fianco in consiglio il gruppo più forte della opposizione. Possiamo aprire oggi il confronto, perché non più diretto ad incontrare e scoprire i propositi di un solo uomo; ma in quanto destinato a individuare il disegno di città che un gruppo organico, strutturato, pensante e con forte consenso sta disegnando. Non ultimo, sta disegnando con una straordinaria opposizione amministrativa, che in quattro soli mesi ha già descritto alla Città e a Te i contorni della Città nuova alla quale vuole lavorare. Ti ricordo inceneritore, rifiuti, discarica consortile, urbanistica, trasparenza amministrativa, lotta spietata al clientelismo e alla illegalità diffusa. Condivido, Elena, la lacrima di dolore sincero sullo stato della nostra Città. La piango con Te quella lacrima. Ma nonostante tutto credo ancora e spero. A dispetto di ogni demoralizzante quotidianità. Perché sono leader di un Movimento, che fa politica certo, ma prima è una Comunità di amici sinceri, uniti da un ideale comune. E che bellezza far politica così. cara Elena. Credimi: un sogno che si avvera. E dal quale io sono il primo fruitore, il più fortunato. Tanto che fatico a rintracciare dentro di me quel caratteraccio che aveva, anche all’epoca, il Tuo avvocato.
A presto spero.

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