Moccia: «Nessun ingresso in coalizioni precostituite. Serve un Patto di Comunità aperto»

La politica a Cerignola si riorganizza e prova ad andare oltre le coalizione. Il moto odierno – e degli ultimi quindici giorni – è nel territorio dei civici, ovvero le opposizioni “fuori” dai partiti. Ad intervenire sulla questione è Marcello Moccia, per il quale «nelle ultime ore, stanno provando a rappresentare il confronto in corso tra diverse sensibilità cittadine» dice Marcello Moccia. «È bene chiarire subito, per rispetto della cittadinanza e della nostra storia e del gruppo che rappresento: non stiamo bussando alla porta di nessuno, non chiediamo ospitalità politica e non intendiamo aderire a scatola chiusa ad alcuna coalizione precostituita».

Marcello Moccia, consigliere comunale e provinciale del gruppo NOI – Comunità in Movimento, eletto nella lista Sgarro Sindaco, precisa in dettaglio. «Parlo con chiarezza anche per evitare equivoci: l’obiettivo personale, in qualità di consigliere comunale e uno dei fondatore gruppo NOI – Comunità in movimento, è quello di sottoporre all’attenzione del nostro movimento una proposta politica nuova, seria e responsabile.  Una proposta che non nasce contro qualcuno, ma per Cerignola: promuovere un Patto di Comunità rivolto a tutte le donne e a tutti gli uomini che abbiano davvero voglia di contribuire al rinnovamento della comunità cerignolana».
«Questo Patto – prosegue Moccia – non può essere costruito sui rancori, sulle appartenenze rigide o sulle vecchie contrapposizioni. Deve parlare a chi vuole voltare pagina, a prescindere dal fatto che in passato abbia sostenuto o meno l’amministrazione Bonito, o ne abbia fatto parte.
La politica cittadina non può continuare a vivere di scomuniche reciproche: servono responsabilità, coraggio e capacità di rimettere al centro Cerignola. Naturalmente – aggiunge – apertura non significa confusione.  Un Patto di Comunità serio deve avere confini chiari e non negoziabili: legalità, trasparenza, discontinuità rispetto a ogni stagione opaca del passato della nostra Città. Su questo punto non possono esistere ambiguità».

Moccia precisa inoltre: «Non mi interessa alimentare il teatrino delle leadership imposte, dei candidati già decisi o delle coalizioni costruite nelle stanze chiuse. Non si va cercare un capo da seguire, né una bandiera sotto cui ripararmi, ma donne e uomini liberi, competenti, credibili, capaci di mettersi al servizio della città con un programma concreto su lavoro, servizi, sicurezza urbana, trasparenza amministrativa, giovani, fragilità sociali e sviluppo».

«A tutti colori i quali vorranno fare autocritica delle esperienze passate va detta una cosa semplice: confrontiamoci, ma senza veti pregiudiziali e senza pretese di primazia.  Nessuno può pensare di “aprire le porte” agli altri come se fosse il proprietario di qualcosa, soprattutto del futuro di Cerignola. Quest’ultimo non appartiene a un partito, a un ex sindaco, a un gruppo dirigente o a una sigla: appartiene alla comunità».

«Per questo – continua Moccia – va aperto un percorso pubblico, democratico e partecipato. Un Patto di Comunità che parta dai contenuti prima che dai nomi, dai bisogni reali prima che dalle appartenenze, dalla legalità prima che dalla convenienza elettorale. Cerignola ha bisogno di stabilità, credibilità e amministrazione seria. Ha bisogno di aria nuova, non di restaurazioni mascherate da novità».

«Possiamo rassicurare i tanti amici che ci seguono da anni con affetto e fiducia: ogni scelta sarà discussa con la comunità che abbiamo costruito in questi anni. Nessun accordo solitario, nessuna cambiale in bianco, nessuna decisione presa nelle stanze chiuse. La nostra forza – conclude Moccia – è sempre stata la comunità. È proprio dalla comunità vogliamo ripartire, senza nostalgie, senza ambiguità e senza padroni».

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