È una provocazione. Ma forse è arrivato il momento di farla. E se alle prossime elezioni comunali di Cerignola non si candidasse nessuno? Nessun sindaco. Nessun consigliere. Nessuna lista. Nessuna corsa ai voti, alle preferenze, alle alleanze dell’ultima ora.
Una sorta di “sciopero della politica” fino a quando lo Stato non deciderà di riconoscere a Cerignola ciò che da anni viene richiesto: l’istituzione di un Commissariato di Pubblica Sicurezza di Primo Livello. Perché la domanda è semplice: che senso ha continuare a discutere di programmi elettorali, eventi culturali, verde e opere pubbliche quando il tema della sicurezza continua a rappresentare una delle principali emergenze del territorio?
Negli ultimi anni Cerignola è finita più volte sulle cronache nazionali. Assalti ai bancomat, furti d’auto, rapine, criminalità organizzata, episodi che hanno contribuito a costruire un’immagine della città spesso distante da quella porzione di cittadini onesti che ogni giorno lavorano, studiano e fanno impresa. Eppure, nonostante le dimensioni della città, il ruolo strategico che essa riveste nell’intera Capitanata e il peso demografico dell’area, il tema del Commissariato di Primo Livello continua a rimanere sospeso tra promesse, annunci e interlocuzioni istituzionali.
Allora la provocazione diventa inevitabile. Forse i candidati a sindaco dovrebbero presentarsi insieme a Roma. Forse le forze politiche dovrebbero smettere di combattersi per qualche seggio e unirsi dietro un’unica rivendicazione. Forse il vero programma elettorale dovrebbe essere composto da una sola riga: “Prima il Commissariato di Primo Livello. Poi le elezioni”.
Naturalmente nessuno pensa davvero di sospendere la democrazia o di rinunciare alle elezioni. Sarebbe impossibile e persino sbagliato. Ma la provocazione serve a questo: a spostare il dibattito. Perché mentre la politica locale si divide tra coalizioni, candidature, simboli di partito e strategie elettorali, c’è una domanda che continua a rimanere sullo sfondo: lo Stato considera davvero Cerignola una priorità?
La città ha bisogno di investimenti, infrastrutture, sviluppo economico, cultura e opportunità per i giovani. Ma ha bisogno anche di un segnale forte sul fronte della sicurezza e della presenza delle istituzioni. Forse il punto non è se candidarsi o meno. Forse il punto è che ogni candidato, prima ancora di chiedere il voto ai cittadini, dovrebbe assumere un impegno pubblico e formale: fare del Commissariato di Primo Livello una battaglia comune, trasversale e non negoziabile. Perché su alcune questioni non dovrebbero esistere maggioranza e opposizione. Dovrebbe esistere soltanto Cerignola.



