Riceviamo e pubblichiamo di seguito un comunicato del Circolo del Partito Democratico Cerignola, riguardante un incontro in programma venerdì 2 dicembre, e che affronterà gli effetti della PAC sull’Agricoltura meridionale e le misure necessarie per invertire la rotta di un settore ormai in perenne crisi. Ecco il documento completo.
La nuova Politica Agricola Comunitaria e gli effetti sull’agricoltura meridionale sono i temi del convegno organizzato dal Circolo del Partito Democratico di Cerignola, in programma venerdì 2 dicembre (ore 18.00) presso l’Aula consiliare ‘Giuseppe Di Vittorio’ di Palazzo di Città. “Abolizione dell’integrazione per olio e grano?” è la provocatoria domanda da cui prenderà le mosse il confronto a cui parteciperanno: Silvana Ladogana, segretaria cittadina del PD; Luigi Giurato, capogruppo PD al Comune di Cerignola; Luigi De Palma, responsabile del forum Agricoltura; Leonardo Paparella, consigliere comunale PD; Nicola Sgarra, consigliere provinciale PD. Concluderà i lavori la senatrice Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura. All’iniziativa è prevista la partecipazione dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali di categoria. “E’ fuori discussione la necessità di profonde correzioni al disegno tracciato in sede comunitaria per scongiurare il rischio di un ulteriore peggioramento della già grave crisi strutturale sofferta dall’agricoltura meridionale – afferma Luigi De Palma – La riduzione dei fondi disponibili e le modifiche al criterio di ripartizione, fondato sulla superficie, sono fattori assolutamente negativi, che testimoniano anche l’inconsistenza dell’azione dei ministri del Governo Berlusconi in questi anni. Insieme alle organizzazioni agricole e alle istituzioni locali – conclude De Palma – dobbiamo strutturare una proposta alternativa per la promozione del lavoro in agricoltura, la tutela di oliveti, vigneti e frutteti, la valorizzazione delle produzioni tipiche mediterranee”.




Queste linee comunitarie erano già note a tutti, in quanto la C.E.E. le aveva
già programmate e di conseguenze notificate. Allego indicazioni ufficiali:
Tale Riforma ha modificato il regime degli aiuti comunitari all’agricoltura introducendo un pagamento unico svincolato dall’obbligo di produzione (disaccoppiamento), ma soggetto al rispetto delle norme di condizionalità.
In materia di condizionalità si vedano anche le relative schede informative, la sintesi delle sanzioni previste dal D.M. 20 marzo 2008 n. 1205 e successive modifiche ed integrazioni, il Reg. CE 796/2004 e s.m.i., ed il Reg. CE 1975/2006 e s.m.i. per lo Sviluppo Rurale. Le date che appaiono su questi provvedimenti non sono riconducibili solo al governo del cavaliere Berlusconi. Resta comunque il fatto oggettivo, che la politica di ampliamento della CEE ha provocato l’ingresso di altri paesi che rivendicano, a ragione, un trattamento diverso da quello attuale, sostenendo di essere trattati allo stesso modo di altri paesi che richiedono il riconoscimento di “aiuti agricoli”.
All’agricoltore viene erogato un aiuto calcolato sulla base dei contributi ricevuti negli anni precedenti e legato, in linea di massima, al possesso del terreno.
L’attuazione della Riforma PAC prevede l’assegnazione di una serie di titoli all’aiuto di un certo importo; in linea generale, per ricevere il premio, l’agricoltore dovrà utilizzare ogni titolo, ovvero richiederne il pagamento a fronte della coltivazione di un corrispondente ettaro ammissibile di terreno.
L’articolato meccanismo dei titoli all’aiuto, della loro assegnazione, del loro trasferimento e delle eccezioni (es.: titoli legati ai premi zootecnici) è oggetto del Reg. CE 795/2004 di applicazione della Riforma PAC e delle successive modifiche ed integrazioni, oltre a formare parte integrante della serie di decreti applicativi emessi dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, cui sono quantomeno da aggiungere le circolari applicative AGEA in materia.Se non è zuppa e pan bagnato. Una mobilitazione seria, con un governo tecnico, l’appoggio esterno di tutte le forze politiche, potrebbe essere la stura che consentirebbe al paese di mantenere “parzialmente” i privilegi, non solo con l’espressione “comoda”: Piove, Governo ladro!