Rino Pezzano, consigliere provinciale del Pd, interviene sul tema sanità con una nota, chiedendo la proroghe per garantire i servizi minimi. A seguire la nota del rappresentante Pd.
Si fa sempre più concreto ed imminente il rischio per l’ospedale di Cerignola di non poter più, a breve, al pari di altri ospedali foggiani, garantire i livelli minimi di assistenza. Un rischio che il governo regionale deve impegnarsi a scongiurare, finché è in tempo, con ogni mezzo e provvedimento possibile”. Il consigliere provinciale Pd Rino Pezzano interviene sul rischio paralisi dal prossimo 31 ottobre per la sanità pubblica di Capitanata a causa della scadenza dei contratti a tempo determinato di medici e personale sanitario. “Il sistema rischia di implodere. Alcuni reparti stanno già chiudendo, facendo venire meno punti di riferimento, anche di eccellenza, per la sanità di Capitanata. Un primo assaggio a Cerignola lo si è già avuto qualche mese fa con la chiusura del reparto di Ortopedia, impensabile in una città che può contare su due svincoli autostradali e che, pertanto, diviene approdo strategico nei casi di emergenza/urgenza. L’ultimo, più recente, con la missiva fatta recapitare alla dirigenza del “G.Tatarella” dal primario di Medicina Interna che ha bloccato, di fatto, i ricoveri per impossibilità, dal prossimo 1° novembre, di garantire assistenza. Ma i casi, da Manfredonia a Lucera, a Foggia, come denunciati dai rispettivi sindaci, sono numerosi”. “Non possiamo più permetterci di attendere oltre che un Governo sordo a qualsiasi legittima richiesta arrivi dal Sud dia il suo “benevolo” assenso alle deroghe al blocco del turn over richieste da tempo. E’ tempo che la Puglia operi uno scatto di reni, a tutti i livelli, e si faccia artefice del proprio destino. Con tutte le conseguenze del caso e nella consapevolezza di aver agito in difesa del diritto alla salute, costituzionalmente garantito”. “Al governo regionale il dovere di recepire le richieste pervenute in consiglio regionale dal Partito Democratico e, prima ancora, dalla direzione provinciale del Pd, affinché sia operata una proroga di quei contratti in scadenza, per salvare sì l’assistenza, in particolare alle fasce deboli. Ma, al contempo, tutte quelle professionalità che hanno già dovuto patire per anni le vessazioni e l’incertezza proprie del precariato. E a cui un governo di centrosinistra ha il dovere di guardare. “L’intero territorio pugliese saprà, dal giorno dopo, mobilitarsi all’unisono per difendere le ragioni della Puglia. E metter mano, di concerto e senza più remore, ad un piano salute efficiente e non più differibile”.




mai cosi d’accordo con Rino!
è vero però che fino a un certo punto la nostra voce debba essere ascoltata dal governo nazionale, se già quello regionale si dimostra sordo!
Organizziamo una manifestazione ,scendiamo in piazza, dinanzi all’ospedale.
Sono certo che si attende zitti una disgrazia per poi capire quel che sta accandendo!!!INCREDIBILE…il secondo comune della provincia per numero di abitanti, 60mila circa, che in un’altra regione sarebbe stata già da tempo un capoluogo di provincia..che registra un interland di altrettanti abitanti!ASSURDO