Quasi tutti cerignolani fra gli arrestati della Polizia nel blitz contro furti e riciclaggio di auto nella Bat

In quindici in manette, per dodici si sono aperte le porte del carcere. Sottraevano fino a otto auto per notte, con 'stipendi' che arrivavano a 2500 euro settimanali

Blitz all’alba della polizia nella Bat: gli agenti del comando di Barletta hanno tratto in arresto 15 persone, accusate di far parte di un sodalizio criminale dedito al furto di auto nel territorio. Il gruppo, composto prevalentemente da cerignolani di età compresa tra i 23 e i 56 anni, si occupava di furti, smontaggio e rivendita di pezzi di ricambio utilizzando basi operative tra Cerignola, Barletta e Trinitapoli e spingendosi anche in provincia di Bari. Con una ordinanza di 382 pagine il gip Ivan Barlafante ha disposto l’arresto in carcere per Alberto Macchiarulo, 42 anni, Sergio Martire, 46 anni, Pasquale Pensa, 41 anni, Albino Lupo, 38 anni, Giovanni Direda, 30 anni, Savino Pisticci, 23 anni, Francesco Strafezza, 26 anni, Alessio Matera, 25 anni, tutti di Cerignola; Michele Introna, 38 anni e Massimo Battaglino, 28 anni, di Canosa; Bruno Bachini, 47 anni di Foggia; Pasquale Losito, 56 anni di Andria. Domiciliari per Domenico Depalma, 29 anni, Riccardo Deramo, 43 anni e Vincenzo Digioia, 32 anni, tutti di Cerignola. Nessuno dei 15 si era presentato a sostenere l’interrogatorio preventivo chiesto dalla Procura, con il pm Marco Gambardella, che contesta l’associazione per delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio.

L’accusa ritiene tra l’altro che la banda abbia ricettato 17 auto e furgoni e 21 motori rubati nel 2025 nella Bat. Nel corso delle indagini sono stati ritrovati molti mezzi rubati e nel giugno 2025 tre cimiteri di auto nella zona di Bisceglie. Il gruppo utilizzava una Audi Q3 per il recupero delle auto rubate: la polizia l’ha individuata utilizzando i sistemi di lettura delle targhe installati sulla Statale 16. In una notte la banda era in grado di rubare anche otto auto. Secondo quanto emerso finora, ognuno degli indagati aveva un ruolo preciso: c’era chi si occupava dei furti, chi dei garage e dei capannoni dislocati sul territorio.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

Il pm di Trani Marco Gambardella ha chiesto e ottenuto dal gip Ivan Barlafante l’arresto di 15 persone, di cui 12 cerignolane, sospettate di far parte di una banda specializzata nella ricettazione/riciclaggio di auto e furgoni rubati nella Bat, cannibalizzati, smontati per rivenderne le singole parti. Si tratta di una delle tante «specializzazioni» della criminalità cerignolana. L’inchiesta della Procura Trani con la Squadra mobile della Bat è il prosieguo dell’inchiesta «Stolen 1 e 2» che smantellò la filiera del riciclaggio di auto. A giugno 2024 i primi 26 arresti, tra cui molti cerignolani, accusati del furto di 45 auto di grossa cilindrata del valore di un milione. Il 12 maggio 2025 il secondo atto, con l’arresto di 24 cerignolani e 1 marocchino accusati di associazione per delinquere e ricettazione e riciclaggio di 28 veicoli rubati tra basso Tavoliere, Bat, Barese, Salento e fuori regione.

«Il modus operandi ricostruito nel corso dell’indagine Stolen 2 è stato accertato anche in questa inchiesta: auto rubata, portata in campagna, dove si procede allo smontaggio e successivo trasporto dei pezzi a bordo di furgoni», scrive il pm nelle 321 pagine della richiesta d’arresto per associazione per delinquere finalizzata a ricettazione e riciclaggio, ora al vaglio del giudice. Nessuno degli accusati si è presentato per sostenere l’interrogatorio preventivo richiesto dalla riforma Nordio, a testimonianza dell’inutilità dello strumento. Stando all’accusa basata su intercettazioni, video e sequestri, «l’indagine ha delineato tutti gli elementi costitutivi di un’associazione per delinquere con l’esistenza di una cassa comune; e la ricostruzione dei ruoli. Dal promotore agli organizzatori, sino ai numerosi associati ognuno con un ben distinto compito. Il gruppo dispone di molteplici luoghi e mezzi finalizzati a ricettare e riciclare i veicoli rubati». Pm e polizia ritengono che il presunto clan avesse la disponibilità di 7 tra garage, autoparchi e capannoni tra Cerignola e Trinitapoli «utilizzati per il deposito dei veicoli e delle componenti delle auto rubate». E di 12 auto e furgoni rubati «usati per gli spostamenti, per il recupero dei beni compendio di furto e più in generale per la commissione dei reati».

Il sospetto è che la banda abbia ricettato 17 auto e furgoni e 21 propulsori rubati nel 2025 nella Bat. Nel corso delle indagini sono stati ritrovati molti mezzi rubati e nel giugno 2025 tre cimiteri di auto nella zona di Bisceglie. Dalle intercettazioni emergerebbe anche il timore di chi sentiva il fiato sul collo della Polizia, e la raccomandazione a usare poco o nulla i cellulari «perché noi lo sappiamo che il problema lo prendiamo solamente con il telefono. Lui dice che cambia il telefono, ma il telefono non lo devi usare proprio. Se non vuoi il problema il telefono non lo devi usare. Tu, io, tutti quanti noi che usiamo il telefono avremo il problema; lo capisci che oggi il mezzo per mettertelo in… è il telefono». Sempre le microspie (come quella scoperta da un indagato che portò il mezzo in un autolavaggio per la bonifica) avrebbero svelato gli stipendi corrisposti. In un colloquio due indiziati dicono di «dover fare i conti. Alberto porta tutti i conti, a me non ne frega niente perché io non me li ricordo. Io ho preso 2.500 la prima settimana, 1.500 la seconda».

Articoli correlati

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Segui i nostri social

27,311FansLike
7,614FollowersFollow
1,742SubscribersSubscribe
- Advertisement -spot_img

Ultime news